Gli inciuci non dormono mai

Melissa Satta contro gli influencer: ma aspetta, non è lei un’influencer?

Melissa Satta ha detto “Noi Veline facevamo la gavetta” nel podcast di Giulia Salemi. Ma il paradosso è che oggi Melissa è a tutti gli effetti un’influencer. La storia e la contraddizione.

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Melissa Satta contro gli influencer: ma aspetta, non è lei un’influencer?

Inciucio miei, ogni tanto arriva uno di quei momenti in cui un personaggio dello spettacolo dice qualcosa di vero, ma si dimentica di guardarsi allo specchio mentre lo dice. Melissa Satta è finita al centro del dibattito questa settimana dopo la sua partecipazione al podcast “Non lo faccio x moda” di Giulia Salemi, dove ha difeso il mondo delle veline e lanciato una frecciata al mondo degli influencer. La sua tesi è chiara: «Noi Veline facevamo la gavetta». E noi di Inciucissimo diciamo: tutto giusto, Melissa. Ma poi ti chiediamo: e tu, adesso, cosa sei?

La stoccata al mondo social: cosa ha detto davvero

Partiamo dalle parole, che contano. Melissa è stata ospite del podcast di Giulia Salemi il 25 settembre 2026, e il momento più discusso dell’intervista è arrivato quando ha parlato del paragone tra il mestiere della velina e quello dell’influencer. Secondo Melissa, le due cose non sono paragonabili. Dietro all’immagine della velina sul bancone c’erano ore di prove di danza, orari rigidi, routine professionali, attività promozionali, una macchina produttiva enorme. Non era semplicemente “essere belle in televisione”. Era un lavoro con regole, una gerarchia, una disciplina. Come ha sintetizzato lei stessa: «Il numero dei follower non sostituisce automaticamente preparazione ed esperienza».
La fonte di queste dichiarazioni è un articolo di oiusho.it che ha raccontato nel dettaglio l’intervista e il momento più controverso della conversazione. Vale la pena leggerlo per capire il contesto.
Il punto di Melissa ha una logica. Il mondo dello spettacolo televisivo, soprattutto quello di Mediaset negli anni Duemila, era una macchina industriale con regole ferree. Le veline non si improvvisavano: c’erano selezioni durissime, contratti, obblighi, una presenza scenica da costruire giorno dopo giorno. È un argomento legittimo, e chiunque abbia passato quegli anni davanti a Striscia la Notizia sa che sul bancone non ci saliva chiunque.
Dove la cosa si fa interessante, però, è quando provi a mettere accanto a questa posizione la carriera attuale di Melissa. Perché quello che descrivi con orgoglio come il tuo passato, inciucioni miei, è esattamente quello che stai facendo adesso. Solo che adesso si chiama influencer marketing e non c’è più il bancone.

Il paradosso: Melissa Satta è un’influencer

Diciamolo senza giri di parole: Melissa Satta oggi è un’influencer. Ha centinaia di migliaia di follower su Instagram. Collabora con brand di moda e lifestyle. Pubblica contenuti sponsorizzati. Partecipa a podcast di altre influencer, come appunto quello di Giulia Salemi. La sua presenza sui social è costante, curata, professionale.
Ora, lei potrebbe rispondere: «Ma io ho una storia televisiva alle spalle, ho fatto gavetta». Ed è vero. Ma questo non cambia il fatto che oggi il suo modello di business è identico a quello di qualsiasi altra influencer italiana. Le storie di Instagram con i brand deal, le foto in location esclusive, le collaborazioni con aziende di moda: sono gli stessi strumenti che usano le persone che lei critica.
Il paradosso, inciucioni miei, è proprio questo. Melissa Satta difende la gavetta televisiva come qualcosa che l’influencer media non ha. Ma poi utilizza gli strumenti dell’influencer per costruire la sua presenza attuale. Non è una contraddizione morale: è semplicemente interessante da osservare. La gavetta c’è stata, il talento c’è, la carriera televisiva è reale. Ma la transizione verso il mondo social è avvenuta, e negarlo mentre si è immersi in quel mondo è un cortocircuito narrativo che vale la pena segnalare.

Come Boateng le ha aperto le porte dei social

E qui arriviamo, inciucioni miei, alla parte che in pochi dicono ma che tutti pensano. Facciamo un passo indietro nel tempo.
Melissa Satta era famosa in televisione. Era la velina mora di Striscia, poi conduttrice di Tiki Taka, poi a Sky Calcio Club con Fabio Caressa. Un percorso televisivo vero, solido, costruito con anni di lavoro. Ma quando Instagram stava diventando la piattaforma dominante per i personaggi pubblici, Melissa non era particolarmente attrezzata per quel mondo. Il suo pubblico la guardava in televisione, non la seguiva su un profilo social.
Poi è arrivato Kevin Prince Boateng. Si sono conosciuti nell’estate del 2011, si sono sposati a Porto Cervo nel giugno 2016, hanno avuto il figlio Maddox nel 2014. E Boateng era un calciatore internazionale: aveva giocato nel Milan, aveva una visibilità globale, esisteva già nell’ecosistema dei social in modo naturale. Essere la compagna di Boateng ha esposto Melissa a un tipo di attenzione completamente diverso da quella televisiva. Un pubblico più giovane, più digitale, abituato a consumare contenuti sui social piuttosto che sulla televisione.
Lo diciamo con tutto il rispetto possibile: se Melissa Satta oggi naviga con scioltezza nel mondo degli influencer, deve almeno in parte ringraziare quegli anni accanto a Boateng. Non perché lui le abbia insegnato qualcosa, ma perché quella relazione l’ha proiettata in un ecosistema che la sua carriera televisiva da sola difficilmente avrebbe generato nell’era dei social.
La separazione è arrivata a dicembre 2020 con un comunicato congiunto. Lui si è risposato con Valentina Fradegrada. Melissa ha avuto una storia con il tennista Matteo Berrettini, e adesso è fidanzata con Carlo Gussalli Beretta, imprenditore erede della celebre famiglia produttrice di armi. Ma quella finestra aperta dal matrimonio con un calciatore internazionale ha cambiato per sempre il tipo di attenzione che le viene rivolta sui social.

La televisione che cambia, e Melissa che si adatta

C’è un altro elemento interessante nell’intervista a Giulia Salemi. Melissa riconosce che la comunicazione è cambiata. Dice che la televisione deve ora competere con abitudini di consumo completamente diverse. E questo è un punto onesto: i numeri del pubblico televisivo sono diminuiti, i social hanno rubato tempo e attenzione. Chi vive di immagine pubblica deve adattarsi.
E Melissa si è adattata. Ha imparato il linguaggio dei social, i ritmi delle collaborazioni, la grammatica degli Instagram stories. Ha trasformato la sua notorietà televisiva in una presenza digitale credibile. Questo non è poco: molti volti televisivi della sua generazione non ci sono riusciti.
Il punto però rimane: puoi criticare il mondo degli influencer o puoi essere un’influencer. Farlo contemporaneamente richiede almeno di spiegare dove corre il confine. E quella spiegazione, nell’intervista da Giulia Salemi, non era del tutto convincente.

L’Inciucio

Inciucio miei, Melissa Satta è una donna di talento con una carriera televisiva autentica. La sua difesa della gavetta delle veline è sacrosanta: sì, c’era del lavoro vero dietro a quel bancone. Ha ragione quando dice che il numero di follower non sostituisce anni di esperienza professionale.
Ma il paradosso è sotto gli occhi di tutti. Mentre critica un sistema, ne è parte integrante. Mentre difende la gavetta televisiva, usa gli strumenti degli influencer per costruire la sua presenza attuale. E mentre parla di questo da ospite del podcast di Giulia Salemi, si rivolge esattamente al pubblico digital-first che segue quel tipo di contenuti.
Non è una critica a Melissa: è una constatazione. Il mondo cambia, i personaggi si adattano, le identità si sovrappongono. Ma quando si lancia una stoccata agli influencer, bisogna essere pronti al contraccolpo. Specialmente quando il contraccolpo arriva dallo specchio.

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