Inciucioni miei, Wanda Nara ha perso 7 chili in tre settimane. Il programma che ha seguito costa 2.500 dollari a settimana. E la notizia è arrivata anche in studio a La volta buona, dove hanno deciso di parlarne. Partiamo dall’inizio, perché questa storia merita di essere raccontata bene.
Da 10 chili in più al corpo di prima
Wanda Nara, 39 anni, ha preso circa 10 chili per interpretare Lucía nel film argentino ¿Quién quiere ser mi hijo?, nel quale recita accanto ad Agustín Bernasconi. Una scelta consapevole, documentata da lei stessa sui social: «Ho preso 10 chili per interpretare Lucía. Mi sono preparata molto». Non era una trasformazione casuale. Era lavoro.
Terminate le riprese, Wanda ha deciso di recuperare la forma precedente. E ha scelto un percorso specifico, descritto dal personaggio televisivo argentino Mariano de la Canal, che la conosce bene e l’ha presentato così: «Ha fatto un sacrificio enorme per questo ruolo». Come racconta il Corriere dello Sport, il programma che ha seguito prevede pasti di ispirazione mediterranea preparati da uno chef privato, lunghe camminate quotidiane, un personal trainer e regole da rispettare con continuità.
Il risultato dichiarato: 7 chili persi in tre settimane.
Quanto costa la dieta Kardashian
Il costo del programma è quello che ha fatto girare la testa a tutti. La cifra indicata in trasmissione a La volta buona è di 2.500 dollari a settimana, per un totale di circa 7.500 dollari nelle tre settimane, presentato in studio come equivalente a poco meno di 6.700 euro.
Il nome «dieta Kardashian» non fa riferimento a un regime alimentare codificato dalla famiglia Kim-Khloé-Kourtney. È il nome con cui viene presentato questo tipo di percorso assistito di alto livello, pensato per chi ha uno chef, un trainer e la disponibilità economica per seguire un programma strutturato ogni giorno. Non è una dieta da supermercato. Non è una cosa che si trova su un’app.
In studio a La volta buona ci hanno tenuto a precisare una cosa importante: perdere così tanti chili in così poco tempo non è privo di rischi. Funziona, nei casi in cui funziona, perché c’è una squadra di professionisti che segue ogni aspetto. Non è consigliabile, né replicabile, senza quella supervisione.
Wanda Nara, il film e il divorzio da Icardi
C’è un contesto più ampio che rende questa storia interessante al di là dei numeri sulla bilancia. Wanda Nara sta attraversando uno dei momenti più complicati della sua vita pubblica. Il divorzio da Mauro Icardi è recente. La separazione è stata seguita da milioni di persone tra Argentina e Italia, con tanto di colpi di scena, silenzi e dichiarazioni a raffica.
In questo scenario, Wanda ha scelto di buttarsi su un film, di trasformare fisicamente il proprio corpo per un ruolo, e poi di recuperare quella forma con un percorso preciso e costoso. È una forma di controllo. Quando tutto intorno cambia, il corpo diventa l’unica cosa che puoi davvero gestire tu. Questa, inciucioni miei, è una lettura che vi diamo noi di Inciucissimo: non è scritto da nessuna parte, ma chi ha attraversato momenti difficili sa benissimo di cosa si tratta.
Il valore di un risultato individuale
Un’ultima cosa, perché è importante dirla. Sette chili in tre settimane è un risultato che riguarda Wanda Nara, in quel momento specifico della sua vita, con quelle risorse e quella squadra intorno a lei. Non è un benchmark. Non è un obiettivo che si trasferisce automaticamente ad altri corpi, altri tempi, altre situazioni.
La notizia è emersa dai social di Wanda e dalle dichiarazioni di de la Canal, poi ripresa dalle testate sportive e di gossip. Non ci sono studi clinici dietro questo programma, non ci sono pubblicazioni scientifiche che valutino la dieta Kardashian come regime nutrizionale. Ci sono 7 chili persi da una persona seguita da professionisti, in un periodo di tre settimane. Niente di più, niente di meno.
L’Inciucio
Inciucioni miei, diciamocela tutta. Sette chili in tre settimane non li perdi solo con la forza di volontà. Li perdi quando hai uno chef che ti prepara i pasti, un trainer che ti aspetta ogni giorno e nessun motivo logistico per saltare un allenamento. La disciplina conta, certo. Ma partire da quella posizione è già metà del lavoro fatto. Per il resto di noi, che la mattina apriamo il frigo da soli, la storia è un po’ diversa.




