Inciucioni miei, Stefano De Martino ha 36 anni, conduce Affari Tuoi e non ha mai diretto un Festival di Sanremo. Eppure, nelle prime settimane di lavoro sulla 77ª edizione, ha già fatto qualcosa che nessuno dei suoi predecessori aveva avuto il coraggio di fare in modo così netto. Ha ridisegnato Sanremo Giovani. Come riporta Il Giornale, il vincitore di Sanremo Giovani accederà direttamente alla categoria dei Big di Sanremo 2027. Nessuna gara separata, nessuna sezione parallela. Un posto vero, in mezzo ai grandi, dal primo all’ultimo.
Cosa Cambia Esattamente
Il meccanismo precedente funzionava così: Sanremo Giovani produceva più vincitori, che poi si esibivano durante il Festival in una sezione separata, spesso a orari scomodi, davanti a un pubblico già stanco. Una gara dentro la gara, con meno visibilità, meno attenzione e meno peso mediatico.
De Martino ha tagliato tutto questo. Il nuovo percorso parte dalle candidature, passa per le audizioni dal vivo e arriva a una finale televisiva il 18 dicembre con sei finalisti, tre da Sanremo Giovani e tre da Area Sanremo. Chi vince quella sera, entra direttamente tra i Campioni dell’Ariston a febbraio. Un solo posto, una sola chance, una competizione reale.
Perché Secondo Noi è una Mossa Geniale
E qui vogliamo essere chiari sulla posizione di Inciucissimo, perché su questa scelta abbiamo un’opinione precisa.
Sanremo Giovani è sempre stato, diciamolo, un limbo. Torbido nei criteri di selezione, poco trasparente nelle scelte, difficile da seguire per il pubblico. Per anni ci si è chiesti chi decidesse e perché certi artisti passassero e altri no. La risposta era sempre vaga.
De Martino ha cambiato la logica di base. La competizione diventa un programma televisivo autonomo, che va in onda nella fascia dell’access prime time. Il pubblico vede questi sei artisti settimana dopo settimana. Si affeziona. Vota. Decide chi merita di salire sul palco dell’Ariston. Quando il vincitore arriva a febbraio, non è uno sconosciuto che parte da zero. È qualcuno che il pubblico ha già seguito, già scelto, già amato. Non sarà alla pari dei Big più famosi. Ma non partirà più da meno ottanta.
Questo è esattamente il problema che esisteva prima. Un giovane che arrivava a Sanremo senza nessuno che lo conoscesse, contro Mahmood o Giorgia, non aveva nessuna chance di emergere davvero. Adesso quella chance esiste.
Il Precedente e il Presidente della Fimi
Vale la pena aggiungere che questa non è un’invenzione assoluta di De Martino. Una formula simile era già stata adottata nelle edizioni di Claudio Baglioni e di Amadeus. Ma nessuno l’aveva portata avanti con questa struttura televisiva dedicata.
Significativo anche il segnale che arriva dall’industria discografica. Il presidente della Fimi, Enzo Mazza, aveva auspicato esattamente il ritorno a questa formula. Quando l’industria musicale chiede una cosa e un direttore artistico alla sua prima edizione la fa, qualcosa di giusto sta succedendo.
I Big: Cast Più Piccolo, Serate Più Corte
Non è l’unica novità. Secondo Adnkronos, il cast dei Big si ridurrà: si va verso 24-26 artisti invece dei 30 abbondanti delle ultime edizioni. Meno canzoni per sera, tempi più gestibili, serate che non finiscono all’una di notte. Un Festival che rispetta il pubblico, anche quello che lavora la mattina dopo.
C’è anche l’ipotesi di una serata ispirata all’Eurovision, in cui gli artisti reinterpretano i loro brani con un’attenzione maggiore alla performance scenica. Un tentativo di avvicinare il Festival ai format internazionali che funzionano meglio tra i più giovani.
L’inciucio
Inciucioni miei, vogliamo chiudere con una riflessione. Stefano De Martino è stato criticato da quando è stato annunciato come direttore artistico. Troppo giovane. Troppo televisivo. Troppo poco musicale. Non abbastanza autorevole.
Eppure, nelle sue prime settimane di lavoro su Sanremo 2027, ha già risolto un problema che esisteva da anni. Ha dato più potere al pubblico. Ha creato un percorso meritocratico e trasparente. Ha alleggerito il Festival invece di appesantirlo. A 36 anni, al suo primo Sanremo, ha già fatto una cosa che i suoi predecessori non avevano fatto.
Forse il problema non era l’età.