Gli inciuci non dormono mai

Ex collaboratore di Corona: «Falsissimo non era quello che sembrava»

Ben, il volto dietro le grafiche di Falsissimo, pubblica un video contro Corona: audio manipolati, testimonianze pilotate, staff non pagato e 20 terabyte di prove.

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Inciucioni miei, per mesi quella voce fuori campo è stata il simbolo di un meccanismo perfetto. «Mettimelo qui, Ben». Quante volte lo abbiamo sentito, quel nome, pronunciato da Fabrizio Corona con la sicurezza di chi sa che dall’altra parte c’è qualcuno che esegue senza fare domande. Ben era l’ingranaggio silenzioso di Falsissimo. Quello che non appariva in video, quello che metteva in sovrimpressione le grafiche, quello che stava sempre un passo indietro. Fino a ieri.

Perché ieri, 20 ottobre 2026, Ben ha deciso di fare un passo avanti. Uno molto grande.

Quindici minuti che cambiano tutto

Ha aperto YouTube, ha acceso una telecamera nello studio di Coronasland, si è seduto davanti al logo con la faccia di Fabrizio, e ha registrato un video. Quindici minuti. Titolo: Falsissimo – Speciale Tutta La Verità. Come riporta Fanpage, Ben si presenta come esperto di strategia digitale e sostiene di aver contribuito in modo sostanziale alla crescita di Falsissimo online. Un programma che, secondo lui, avrebbe generato milioni di euro per Corona grazie a inchieste costruite in un certo modo. E quel modo è esattamente il problema.

La domanda che viene spontanea è: perché ora? Perché non prima, non dopo? Ben la risponde lui stesso, con una frase che vale tutto il video: «Ho iniziato a registrare tutte le nostre chiamate, le nostre videochiamate e tutti i momenti passati insieme. In forma di tutela preventiva, perché la tua storia ci insegna che nemmeno chi ti sta vicino è al sicuro da te». Detto da qualcuno che ha lavorato fianco a fianco con Corona, dentro lo stesso studio, suona come la confessione di chi sapeva esattamente in che tipo di ambiente si trovava.

Il metodo Falsissimo smontato pezzo per pezzo

Il video non è un sfogo emotivo. È una smontatura sistematica. Ben racconta quello che dice di aver visto dall’interno, e i nomi che tira fuori sono quelli che conoscono bene tutti gli spettatori abituali di Falsissimo.

La puntata su Lamine Yamal: in quel servizio era andato in onda un audio presentato come la voce della ragazza che sosteneva di aspettare un figlio dal calciatore del Barcellona. Secondo Ben, quella voce non apparteneva a lei. Apparteneva a Carolina Rossi, collaboratrice storica di Corona. Se fosse vero, cambierebbe radicalmente il significato di tutta quella puntata.

Il caso Vito Coppola e il Signorini Gate: Ben mostrerebbe nel video un fuorionda in cui si vede Corona che suggerisce a Coppola le risposte da dare davanti alle telecamere, prima ancora che le telecamere si accendessero. Una regia delle dichiarazioni, non una raccolta. Mostra anche quella che presenta come copia della denuncia di Coppola contro Corona, centrata sulla mancata verifica delle fonti.

E poi Belen Rodriguez, con grafiche costruite per simulare chat che non esistevano. E Fedez, con un montaggio audio che avrebbe estratto dichiarazioni dal contesto originale stravolgendone il senso.

La squadra che stava dietro

Un altro punto che Ben attacca direttamente è la narrazione del genio solitario. Corona ha sempre presentato Falsissimo come frutto del suo istinto, della sua rete di contatti, della sua capacità unica di scavare dove gli altri non osano. Ben racconta una realtà più organizzata. Cita Cristian Contessa, detto ConteX, che definisce braccio destro di Fabrizio da quindici anni. Cita Massimo Cappello, il suo mentore. E cita Amanda Batini, la Ama che compariva nel programma, cognata di Corona in quanto compagna del fratello Federico. Di lei fa sentire un audio in cui si sente dire, con chiarezza: «Io gli scrivevo le puntate».

Questo non è un dettaglio da poco. Significa che quello che il pubblico percepiva come la voce di un solo uomo era in realtà il prodotto di un lavoro collettivo che rimaneva deliberatamente invisibile.

Venti terabyte e una cassetta di sicurezza

Il finale del video è costruito con la precisione di chi vuole lasciare aperta una porta, non chiuderla. Ben dice di aver conservato 20 terabyte di materiale: conversazioni private, videochiamate, documenti legali, registrazioni audio. Tutto custodito. Tutto al sicuro. Il sottotesto è evidente: quello che ha mostrato oggi è solo quello che ha scelto di mostrare oggi.

Mostra anche messaggi di un ex collaboratore che chiedeva di essere pagato e non riceveva risposta. Non un caso isolato, secondo Ben, ma parte di un pattern più ampio di compensi mai arrivati allo staff.

L’Inciucio

Inciucioni miei, c’è qualcosa di quasi poetico in questa storia, e ve lo dico senza usare quella parola. Falsissimo ha costruito la sua fortuna mostrando i retroscena degli altri. I fuorionda, le chat, le conversazioni private, tutto quello che i personaggi famosi avrebbero preferito tenere nel cassetto. Era esattamente questo il meccanismo che funzionava. E adesso qualcuno ha applicato lo stesso identico meccanismo a Falsissimo. Ha registrato i fuorionda, ha conservato le chat, ha aspettato il momento giusto. E si è seduto davanti alla telecamera.

Non sappiamo ancora quanto di quello che Ben dice regga a un confronto con le altre versioni dei fatti. Le persone citate non hanno ancora risposto. Ma la struttura di questa storia è già completa in se stessa. Falsissimo smonta il potere dei famosi usando i loro segreti. Ben smonta Falsissimo usando gli stessi strumenti. Un cerchio chiuso, inciucioni miei. Un cerchio perfettamente chiuso.

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