VERISSIMO STEFANO BETTARINI E NICOLETTA LARINI MATRIMONIO FIGLIO E LA COSA CHE LO FRENA

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Inciucioni miei, a Verissimo è arrivata la coppia che sembra sempre sul punto di fare il grande salto, ma con il freno a mano tirato: Stefano Bettarini e Nicoletta Larini, nove anni insieme, tra dichiarazioni zuccherose e confessioni che, se le ascolti bene, dicono molto più di quello che vogliono far credere.

Lui racconta Nicoletta come una donna completa, una che capisce quando deve stargli accanto e quando deve fare due passi indietro, rispettando silenzi e momenti. E ci tiene pure a precisare che conquistarla non è stato facile, perché lei è un bel tipino ruspante. Tradotto: non la incanti con due frasi fatte, devi sudartela.

E infatti la loro storia parte come una di quelle cose che nascono sui social e poi ti ritrovi già con le valigie in corridoio. Nicoletta dice che lui le aveva scritto, ma lei nemmeno sapeva chi fosse davvero. L’anno dopo, una sera di sabato, si mette a guardare le storie, le spunta la sua, dentro c’era anche un amico di lei, commenta, lui risponde. Fine dei convenevoli. Dopo poco, conviventi. E non “dopo poco” in senso poetico: dopo quattro o cinque giorni. Inciucioni miei, qui non è amore a lenta cottura, qui è microonde.

Poi si passa al capitolo gelosia, quello che rende tutto più gustoso. Nicoletta tira fuori l’episodio della cena di Natale: torna a casa, va in bagno e vede sull’asciugamano blu un gloss spiacciicato. Risultato, litigata e lei che dorme in un’altra camera. Il giorno dopo si tranquillizza, chiama persino il proprietario del ristorante, perché quando ti parte la testa vuoi le prove, non le scuse. E come se non bastasse, dopo una settimana sono in hotel vicino ai genitori di lui, lei dimentica il dentifricio, usa il suo e lo trova tutto brillantinato. Insomma, la vita di coppia versione detective, con glitter come indizio del delitto.

E adesso arriva la domanda che tutti aspettavano: matrimonio e figlio. Bettarini dice che, dopo quasi un decennio, è normale pensarci. Nicoletta però lo riporta subito a terra e lascia intendere che a casa non ne hanno mai parlato davvero, ma che, arrivati a nove anni, un pensierino ti viene per forza.

Sul figlio, invece, le loro facce raccontano due film diversi. Lui ci scherza, parla dei loro tre cagnolini come se fossero già il pacchetto famiglia completo. Lei, più seria, dice che quando si sono messi insieme era più piccola, ma adesso, alla soglia dei 32 anni, è ovvio che ci pensa. Ammette pure che non ne parla con Stefano perché lui ha già due figli e lei non se la sente di metterlo sotto pressione, però l’istinto materno ce l’ha e si immagina mamma. E lì capisci che la questione non è una battuta, è un desiderio vero.

E allora qual è il blocco di lui? Bettarini lo dice senza girarci intorno, con una sincerità che quasi spiazza: l’unica cosa che lo frena un po’ è che si vede più come nonno. Non perché i suoi figli lo rendano nonno, ma perché non vuole sentirsi “il nonno” del suo stesso figlio. È una paura di età che avanza, di ruolo, di immagine, chiamatela come vi pare, ma è quella.

A chiudere, lui sorprende Nicoletta con una lettera che è una dichiarazione piena. Le dice che da quel 16 maggio 2017 sono passati quasi nove anni e che lei è stata presenza, discrezione, porto sicuro, casa. Le riconosce di aver saputo aspettare e rispettare i suoi figli senza forzare nulla, di essere rimasta se stessa e di prendersi cura di loro come se fossero un unico cuore. E la chiama perfino “principessa”, con quel tono da romanzo che, detto in televisione, serve a mettere una mano sul fuoco davanti a tutti.

Inciucioni miei, la verità è semplice: loro si amano, sì, ma stanno su due tempi diversi. Lei guarda avanti e vuole costruire. Lui guarda avanti, ma prima deve smettere di avere paura di come apparirà in quella foto di famiglia. E finché quel pensiero resta lì, fisso, l’altare può aspettare. E pure la culla.

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