VALERIO SCANU A LA VOLTA BUONA: “CON LA PALESTRA NON RISOLVO”

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Inciucioni miei, Valerio Scanu è tornato a parlare del suo corpo con una sincerità che non lascia spazio a interpretazioni. Ospite da Caterina Balivo a La Volta Buona (martedì 10 febbraio), il cantante ha raccontato che dopo i chili persi negli ultimi anni ha deciso di fare un intervento per risolvere un problema che, a quanto dice, lo infastidisce da tempo: la lassità cutanea. E l’ha detto nel modo più diretto possibile, mettendo subito in chiaro una cosa: nel suo caso lo sport, da solo, non basta.

LA DECISIONE DOPO I CHILI PERSI: “CON LA PALESTRA NON RISOLVO”

Scanu ha spiegato che, anche allenandosi, l’eccesso di pelle non sparisce. E infatti la frase che riassume tutto è questa: “Purtroppo anche se faccio palestra non risolvo. L’unico modo per debellare questo problema è fare un intervento”. Qui il punto è semplice: non sta dicendo “mi voglio rifare”, sta dicendo “ho fatto un percorso, ci ho provato in ogni modo, ma questa cosa resta”. E quando una persona arriva a parlare così, di solito è perché quella parte lì è diventata un pensiero fisso.

NON È SALUTE, È BENESSERE CON SE STESSO: “NON È QUESTIONE DI VITA O DI MORTE”

Poi Scanu ha aggiunto l’altro pezzo, quello che spesso scatena commenti inutili: non è un’urgenza medica, è una scelta personale. E anche qui le parole sono chiare: “Non è questione di vita o di morte, ma a me dà fastidio anche se non la vedo. Non mi piace e voglio toglierla”. Tradotto: non è un dramma, ma è un fastidio che gli resta addosso. E quando dice “anche se non la vedo”, sta dicendo una cosa che capiscono in tanti: non serve lo specchio per sapere che una cosa ti infastidisce. Basta sentirla addosso, ogni giorno.

Nel suo racconto, Scanu ha anche chiarito che la decisione arriva dopo un cambiamento fisico costruito nel tempo, non da un capriccio del momento. Ha parlato di un percorso fatto di allenamenti e costanza, ma con un risultato che, su alcuni aspetti, non dipende solo dalla palestra. In casi come questo, la pelle può perdere elasticità e restare in eccesso anche quando il peso scende e il tono muscolare migliora. È proprio qui che lui inquadra la sua scelta: non come “scorciatoia”, ma come ultimo passaggio per sentirsi più a suo agio. E lo ripete in modo molto lineare: non sta cercando approvazione, sta cercando una soluzione per se stesso.

IL PRECEDENTE DELLA LIPOSUZIONE E IL RAPPORTO CON IL CORPO

Non è la prima volta che Scanu parla apertamente di chirurgia estetica. Nel tempo, lui stesso ha raccontato di essersi già affidato al bisturi per un’altra cosa: la liposuzione per eliminare i “fianchetti”. Questa parte, per come la racconta lui, è coerente con tutto il resto: nessuna morale, nessun “me ne vergogno”, solo la scelta di fare pace con un dettaglio che lo metteva a disagio. E infatti il filo resta lo stesso: Scanu non sta vendendo la storia del corpo perfetto. Sta dicendo che negli anni il suo corpo è cambiato, è dimagrito tanto, ha lavorato e ha cambiato abitudini, ma alcuni segni restano e non sempre l’allenamento basta a farli sparire.

PERCHÉ QUESTA STORIA FA DISCUTERE SEMPRE

Perché quando un personaggio pubblico parla di interventi, scatta subito il solito schieramento: chi applaude, chi giudica, chi tira fuori la parola “vanità” come se fosse un peccato. Ma se si resta sul punto reale, qui c’è una persona che racconta un problema personale concreto dopo un dimagrimento importante e dice: questa cosa mi dà fastidio, voglio risolverla. E ci tiene anche a chiarire un’altra cosa: sta parlando del suo caso, del suo percorso, di quello che sente addosso. Non la presenta come una strada “giusta” per tutti e non la racconta per spingere qualcuno a fare lo stesso. È una scelta molto personale, legata al suo benessere, e nasce da lì: dal fastidio che prova, non dal desiderio di lanciare un messaggio.

L’inciucio

Per noi di Inciucissimo, il lato più interessante non è l’intervento in sé. È la sincerità con cui lo racconta. Perché nel mondo dello spettacolo, spesso, questi discorsi si evitano o si liquidano in due parole: “solo palestra”, “solo disciplina”, “tutto naturale”. Lui invece dice una cosa che tanti pensano e pochi ammettono: ci sono risultati che arrivano con costanza e allenamento, e ci sono cose che, nel suo caso, lo sport non riesce a risolvere. E alla fine la domanda è una sola: se una persona ha fatto sacrifici, ha seguito un percorso e vuole chiudere un capitolo che le pesa, chi siamo noi per giudicare, se quella scelta la fa sentire più a suo agio.

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