Inciucioni miei, oggi niente zucchero. Loredana Lecciso a La volta buona ha parlato di Al Bano e della loro storia lunga 25 anni: una relazione che non esce “perfetta”, ma vera. Magia all’inizio, poi problemi, poi si cambia equilibrio. E soprattutto una cosa chiara: le scelte della coppia le fa la coppia, non la nostalgia degli altri.
Il punto da cui parte Loredana è questo: «25 anni con Al Bano sono volati». E no, non la butta sul romanticismo. Racconta una storia lunga, con una prima fase leggera e poi con le difficoltà normali che arrivano quando una relazione diventa vita vera: problemi, assestamenti, equilibrio trovato col tempo.
Sul matrimonio, per esempio, Loredana è diretta. Dice: «Il matrimonio lo dò un po’ per scontato, cambierebbe molto poco. Però, come ha detto Al Bano, nella vita non si sa mai. Sarebbe una bella conclusione, un bel cerchio che si chiude». Tradotto: non lo vive come una svolta, ma come un dettaglio che non cambia gli equilibri. E infatti, quando Caterina Balivo la incalza, Loredana torna sempre lì: alla sostanza.
Poi arriva la parte che a voi piace perché è vera, concreta, pure un po’ cinematografica. Loredana ripensa a quando tutto era appena partito e racconta: «Al Bano era un bel ragazzo. La primissima fase della nostra relazione è stata magica, eravamo solo io e lui. Poi sono subentrate problematiche, come in tutti i rapporti. Ci abbiamo messo un po’ a trovare il giusto equilibrio. Qualche turbolenza l’abbiamo vissuta, ma il nostro aeroplano ha retto bene». Ecco, “turbolenza” è la parola giusta: non ti dice “è stato tutto facile”, ma nemmeno “è stato tutto un disastro”. Ti dice che hanno oscillato e non sono precipitati.
E sul tema della gravidanza di Jasmine, Loredana tira fuori anche un retroscena che spiega benissimo quanto pesasse l’occhio esterno, già allora: «La nostra storia è rimasta segreta per pochi mesi e poi sono rimasta incinta. Al Bano mi aveva suggerito di partorire all’estero e mantenere il segreto. Forse sarebbe stato meglio per alcuni versi, ma io volevo condividerla con la mia famiglia». Qui il punto non è la scelta in sé: è il clima. La pressione. L’idea che ogni passo doveva essere filtrato, protetto, nascosto.
E poi ci sono loro, i protagonisti fissi di questa storia parallela: i nostalgici. Caterina Balivo ha ripreso una frase detta in studio da Popi Minellono, che suona come una ramanzina per certi commenti: «Amare Romina va bene, ma amare lei e odiare Loredana Lecciso non va bene». Loredana non nega che Romina faccia parte della famiglia e lo mette nero su bianco: «Fa parte della famiglia, ci tiene tantissimo, è molto protettivo». Però il dolore per certe cattiverie resta, ed è qui che Loredana si scopre più fragile e insieme più lucida: «Esistono ancora nostalgici che vorrebbero imporre i loro desideri. Mi fa soffrire e mi dà dispiacere vedere signore con bambini che scrivono critiche così aggressive e poco umane».
E attenzione, inciucioni miei: non è il piagnisteo. È il confine. Infatti lei lo dice chiaramente: «Ero più impulsiva da giovane, oggi lo sono di meno ma sono più forte. Ho punti fermi più chiari e ho messo dei paletti. Rispetto gli altri, ma esigo rispetto. Il matrimonio?Non ne abbiamo parlato, ci scherziamo sopra. Tra di noi non cambierebbe nulla».
Ecco dove siamo arrivati: dopo 25 anni, due figli, una famiglia allargata e mezzo Paese che ancora vuole decidere chi deve stare con chi, Loredana dice che l’equilibrio se lo sono costruito loro. Voi potete continuare a sognare la “bella conclusione”, a chiedere la data e l’abito. Loro, intanto, restano insieme a modo loro, senza farsi condizionare dal rumore fuori.


