Inciucioni miei, preparatevi perché la leggenda Tom Brady si è spinta oltre il campo da football e ha fatto parlare anche gli scienziati: sì, avete letto bene ha fatto clonare il suo cane.
Brady, 48 anni, ha annunciato che il suo attuale cane, la pit bull mix Junie, in realtà è la clone del precedente amato animale di famiglia, Lua, morta alla fine del 2023. L’operazione? Realizzata dalla biotecnologica texana Colossal Biosciences (di cui Brady è anche investitore) insieme a Viagen Pets & Equine, azienda specializzata nel clonare animali da compagnia di vip.
Brady racconta che anni fa aveva prelevato un campione di sangue da Lua, prima che morisse, e grazie a una tecnica “non invasiva” si è ottenuta la clone. “Mi hanno dato dice una seconda possibilità con la nostra amata Lua”.
Eppure, è lui stesso a precisare che Junie “anche se assomiglia a Lua, non potrà mai essere lo stesso animale amato”. Difficile, forse impossibile, ma la tecnologia prova a inseguire i sentimenti.
Non è tutto: la clonazione non è solo un capriccio da star. Colossal punta più in grande: recuperare specie estinte, ripristinare biodiversità, insomma far rivivere l’irrevocabile. L’acquisizione di Viagen lo conferma: quella che sembra una “botta di nostalgia” potrebbe essere un esperimento con vista sul futuro.
Certo, non tutti applaudiranno. E infatti i commenti si sono divisi: per alcuni Brady è avanti anni luce, per altri invece è “strano”, “troppo”.
Diciamolo, inciucioni miei: Tom Brady non sopporta perdere nemmeno il suo cane. E se la vita non concede replay, lui se l’è creato da solo. A 44mila euro.


