Inciucioni miei, partiamo subito col succo, così poi non fate finta di non aver capito.
“Ammazza Gerry, abbiamo fatto 11 milioni con i nostri due programmi. Sommatti fanno come Italia-Argentina”.
Ecco. Il WhatsApp che, a detta di Gerry Scotti, Stefano De Martino gli avrebbe mandato mentre i loro due programmi erano nel pieno della sfida degli ascolti, sera dopo sera, con il pubblico diviso tra chi gira la ruota e chi apre i pacchi. E la cosa divertente non è solo il messaggio in sé, ma il tono: non è la frase fredda da “collega” che ti scrive per educazione. È un messaggio da “oh, ma te ne rendi conto?”, di uno che guarda i numeri, si gasa e dice: “guarda che roba, stiamo spaccando”.
Gerry l’ha raccontata così, parlando dei picchi della Ruota: quando arriva all’ultima busta, dice che a volte si tocca anche il 35% di share. Tradotto: più di uno spettatore su tre in quel momento è lì, incollato, come se quella busta decidesse il destino del Paese. E in mezzo a questo, lui e Stefano che si scrivono come due che, sì, si sfidano, ma si riconoscono il colpo quando è fatto bene.
E qui veniamo alla parte che vi fa partire con le vostre teorie: la rivalità. Perché sulla carta La Ruota della Fortuna e Affari Tuoi stanno nello stesso ring dell’access prime time e si rubano attenzione, pubblico, commenti e pure le chiacchiere del giorno dopo. Però Gerry, invece di fare il personaggio che finge di non vedere, la racconta in modo diverso: come una sfida tra campioni. Non come una sfida tra nemici.
Il paragone che ha usato è quello dei tennisti: due fenomeni che si affrontano da avversari veri, ma con rispetto, tipo Sinner e Alcaraz. E infatti, nel racconto di Gerry, non c’è l’idea del “ti schiaccio e ti umilio”, ma quella del “sei forte, quindi mi costringi a essere più forte”. È una rivalità che fa bene a tutti e due, perché se il pubblico resta lì a guardare, vuol dire che il gioco funziona.
E poi, diciamolo: quando uno come Stefano De Martino ti scrive una cosa del genere, non sta solo facendo il simpatico. Sta dicendo: “ci stiamo portando a casa un pezzo enorme di televisione ogni sera”. E Gerry, a modo suo, se la gode. Perché quei numeri, quei picchi, quella sensazione di avere ancora il pubblico dalla tua parte, dopo anni e anni di carriera, non sono cose che ti capitano per caso.
In mezzo a questo, voi siete già pronti a trasformare tutto in una saga: “si odiano”, “si amano”, “si copiano”, “si sfidano”, “si rubano le idee”. Calma. Qui l’unica cosa certa è che stanno facendo bene entrambi, e quando succede, la tv si accende davvero: la gente commenta, sceglie, si schiera e ogni sera sembra una finale.
E adesso arriviamo alla frecciatina, che sennò vi sentite incompleti.
Figura di rispetto, fai la tua età: sei grande, quest’estate fai settant’anni. Va bene tutto, pure il paragone da tennisti. Però non paragonarti a Stefanone nazionale.


