STEFANIA ROCCO RISPONDE A PRESTA: «IL CONFRONTO NON È UNA CONCESSIONE»

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Una giornalista bloccata dal suo staff, un audio imbarazzante e un identikit che punta dritto su Gaetano Curreri degli Stadio. Il caso Bruganelli-Presta si arricchisce di un nuovo capitolo.

Inciucioni miei, ci sono storie che pensate di conoscere già e poi, ogni giorno, tirano fuori un altro coniglio dal cappello. Il caso Sonia Bruganelli-Lucio Presta è esattamente questo: sembrava già abbastanza complicato con il libro, le accuse, le liste di presunti amanti. E invece arriva Stefania Rocco, giornalista di Fanpage.it, a rimescolare le carte — letteralmente. Perché questa volta le carte le ha usate per costruire un identikit. E il nome che è emerso non è da poco.

Napoli, l’evento e la scena che non ti aspetti

Partiamo dall’inizio. Lucio Presta presenta il suo libro L’Uragano a Napoli. In sala c’è anche Stefania Rocco, giornalista che da settimane segue questa storia per Fanpage.it. La giornalista alza la mano per fare una domanda. E qui succede qualcosa che, in vent’anni di carriera, non le era mai capitato.

Presta guarda verso di lei e dice al suo staff di bloccarla. Niente domande, niente confronto. Come se il diritto di parola fosse una concessione da elargire o negare a piacimento.

Stefania Rocco ha aspettato, ha registrato, e poi ha risposto nel modo più efficace possibile: raccontando tutto in diretta nella quinta puntata del format Non è la TV. Con le sue parole: «Mi succede una cosa che non mi era mai successa in vent’anni di carriera: alzo la mano e lui dice ‘Lei no, le domande dei giornalisti non le voglio’. Racconto questa cosa per far capire a un agente di quel calibro che il confronto non è una concessione. Non si zittisce una persona perché non ti piace la domanda che sta per farti, specialmente se cerchi di fare chiarezza su ciò che tu stesso hai messo nero su bianco.»

Chapeau, Stefania.

L’audio che nessuno si aspettava

Ma non è finita lì. Perché durante l’evento di Napoli, Stefania Rocco aveva il registratore acceso. E quello che ha catturato vale più di qualsiasi commento.

Nella clip mandata in onda durante la puntata, si sente Lucio Presta descrivere i suoi criteri di scouting — ovvero come sceglie gli artisti con cui lavorare: «A me mi devono piacere, sia uomini che donne. Se non mi piacciono come persone non ci lavoro insieme. Le donne mi devono piacere fisicamente.»

Inciucioni miei, mettiamo questo audio in fila con il gesto di zittire una giornalista davanti a tutto il pubblico. Il quadro che emerge è abbastanza eloquente da solo. E il dibattito sul personaggio si è immediatamente riaperto.

Il libro, la lista e il contesto: ricapitoliamo

Per chi si fosse perso i capitoli precedenti, facciamo un rapido punto della situazione. Nel suo libro L’Uragano, Lucio Presta — ex agente e amico storico di Paolo Bonolis — sostiene che Sonia Bruganelli avrebbe inventato una relazione tra lei e Presta stesso, allo scopo di allontanare il manager dalla vita professionale dell’ex marito.

Presta racconta di aver risposto a questa accusa con una lista — consegnata direttamente a Bonolis — di presunti amanti di Bruganelli. Un elenco che, nel libro, non fa nomi espliciti ma descrive le persone: «Ti vorrei dire che tua moglie è stata con quel chirurgo, quel noto conduttore, quel noto cantante che ha vinto Sanremo, quel noto ballerino, quel dirigente e altri che vorrei evitarti, con un artista di un musical, forse una delle poche volte che l’ho vista innamorata di un uomo.»

Nessun nome. Solo identikit. E gli identikit, si sa, invitano tutti a fare il gioco delle ipotesi.

A confermare parzialmente la versione di Presta è arrivato Marco Salvati, storico autore di Bonolis per oltre vent’anni: «Quello che mi sento di dire è che quanto ha scritto Presta nel suo libro, rispetto alle parti in cui mi ha citato, è tutto vero. Quando Presta scrive che tutti sapevano, lo fa perché è vero: tutti sapevano. Non mi va di fare i nomi, così come non li ha fatti lui, perché di mezzo ci sono dei figli da tutelare.» Sui presunti amanti però ha scelto di non entrare: «Trovo sminuente e umiliante parlarne, specialmente per un uomo della cultura e dell’intelligenza di Bonolis.»

Dall’altra parte, Clotilde Zomparelli — amica storica di Bruganelli e collaboratrice della sua società SDL TV — ha smentito categoricamente: «Non mi risulta alcun amante, diversamente da quello che ho letto. La cosa assurda è che si dice che ‘lo sapevano tutti’. Ma se lui lo sapeva, perché non è andato a parlare con Bonolis? È un controsenso.» E ha aggiunto una frecciata che non lascia spazio a repliche: «Salvati e Presta non lavorano più con Paolo: ci sarà un motivo, no? Magari lo scopo che li spinge a dire certe cose è un altro, non la volontà di raccontare la verità.»

Ce lo dicono le carte: l’identikit di Stefania Rocco

Ed eccoci al momento più intrigante di tutta questa puntata. Nella sua rubrica Ce lo dicono le carte, Stefania Rocco ha deciso di mettere in fila gli indizi forniti da Presta nel libro — il frontman di una band vincitrice di Sanremo — e di incrociare questi elementi con la cronaca e le foto pubbliche disponibili.

La giornalista ha analizzato le band vincitrici del Festival di Sanremo a partire dal 2002: Il Volo, Måneskin, Stadio. Ha poi cercato possibili punti di contatto con Sonia Bruganelli. Il risultato?

«Con Damiano David non ho trovato punti di contatto, ma con Gaetano Curreri, leader degli Stadio, è emersa una foto e un video in cui cantano insieme in auto. Si percepisce una confidenza evidente.»

Chi è Gaetano Curreri? È il fondatore e leader degli Stadio, la band bolognese che nel 2016 ha vinto il Festival di Sanremo con la canzone Un giorno mi dirai. Curreri ha 73 anni, è sposato dalla fine degli anni Ottanta con una donna che ha sempre tenuto lontana dai riflettori, ed è considerato uno dei musicisti più rispettati e discreti del panorama italiano. Amico storico di Vasco Rossi e Lucio Dalla, ha scritto canzoni per Laura Pausini, Patty Pravo, Noemi, Irene Grandi. Non è certo un personaggio abituato alle polemiche.

Va detto con estrema chiarezza: si tratta di un’ipotesi costruita su indizi, foto e video pubblici. Non c’è nessuna conferma, nessuna fonte diretta, nessuna dichiarazione. Né Curreri né Bruganelli hanno commentato. Ma nel contesto di questa storia, la sola ipotesi è già diventata virale.

Cosa succede adesso

Inciucioni miei, questa storia ha tutti gli ingredienti per andare avanti ancora a lungo. Da una parte c’è Presta, che ha scelto il libro come strumento per raccontare la sua verità — e che a Napoli ha dimostrato di non voler rispondere alle domande scomode. Dall’altra c’è Bruganelli, che finora ha mantenuto un profilo basso ma che difficilmente potrà restare in silenzio ancora a lungo. In mezzo ci sono nomi, identikit, audio e giornaliste che non si lasciano zittire.

E poi c’è Stefania Rocco, che con la sua rubrica Ce lo dicono le carte sta facendo esattamente quello che una buona giornalista deve fare: incrociare le informazioni pubblicamente disponibili e ragionare ad alta voce. Senza affermare, ma senza smettere di cercare.

L’inciucio

Inciucioni miei, quello che ci colpisce di questa storia non è tanto il gossip in sé — le liste, i nomi, i presunti amanti. È il gesto di Lucio Presta a Napoli: bloccare una giornalista davanti a tutto il pubblico perché stava per fare una domanda scomoda.

Chi scrive un libro — chi decide di mettere nero su bianco le vicende private di altre persone, nomi inclusi — non può poi rifiutarsi di rispondere alle domande. Pubblicare significa accettare il confronto. Significa che chiunque, giornalista o lettore, ha il diritto di chiederti conto di quello che hai scritto.

Stefania Rocco lo ha detto meglio di noi: il confronto non è una concessione. E noi di Inciucissimo siamo completamente d’accordo.

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