STEFANIA ORLANDO LA FOTO A FIRENZE E LE POLEMICHE SOCIAL LO SFOGO A LA VOLTA BUONA

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Inciucioni miei, qui non c’è solo un furto: qui c’è pure la gente che si sente detective, psicologo e giudice nello stesso commento. Stefania Orlando si è ritrovata a raccontare un episodio spiacevole, e, come se non bastasse, ha dovuto pure difendersi dall’idea geniale di certi fenomeni: se non ti strappi i capelli in diretta, allora stai inventando tutto.

La scena è quella di un incubo che non auguri a nessuno: ladri entrati in casa mentre lei era dentro. Orlando ha spiegato che si è accorta dell’irruzione al risveglio, ma che già durante la notte qualcosa l’aveva insospettita. Il dettaglio è di quelli che, a rileggerli dopo, ti fanno venire la rabbia: lei quel rumore lo aveva sentito, verso le due, e lo aveva attribuito a un disturbo normale del palazzo. Poi la mattina la botta di realtà: “Mi sono svegliata la mattina e mi sono accorta che sono entrati dal salotto, forzando le inferriate, facendo anche rumore”. E su quel rumore notturno, il pensiero che ora suona quasi crudele: “Ho pensato anche “Domani chiedo alla signora di non fare tutto questo rumore”. Erano circa le 2.

Quando capisci che non era la vicina, ma qualcuno che stava sfondando casa tua, ti vengono i brividi. Orlando ha raccontato di essere uscita dalla stanza e di aver visto i segni chiari dell’intrusione. E quel momento lì, Inciucioni miei, è la definizione di gelo: “Quando mi  sono svegliata, sono uscita dalla camera da letto, che io ogni sera chiudo a chiave, e ho visto la finestra spalancata, la grata aperta, la porta accostata senza le chiavi dietro e ho sentito un brivido dentro di me”.

Il punto più angosciante è proprio questo: lei era in casa. E se quella porta non fosse stata chiusa, se i ladri avessero deciso di spostarsi, il finale poteva essere un altro. Orlando lo ha detto senza filtri: “Ho capito che delle persone erano entrate in casa. Io ero lì, per fortuna chiusa dentro, altrimenti arrivavano da me. Sono rimasta traumatizzata, non ho più dormito da sola”. Dopo un’esperienza del genere, la normalità diventa una cosa lontana. Infatti la conduttrice ha spiegato che oggi non riesce più a stare sola la notte: “Ora dormo con amici o amiche che si alternano. Sono rimasta traumatizzata”. La paura non è finita con le serrature cambiate o con le precauzioni in più: resta addosso, come una tensione che ti accompagna anche quando la casa sembra tranquilla.

E qui arriva la parte che fa salire il nervoso: invece di fermarsi al fatto che una donna si è trovata i ladri in casa, una fetta di web ha iniziato a fare le pulci al modo in cui lei raccontava la cosa. Orlando ha risposto proprio a questo meccanismo malato con una frase che è la fotografia perfetta del problema: “Se avessi pianto sarei stata esagerata, se sorrido sono una bugiarda”. E poi ha spiegato quanto l’abbia ferita essere messa in dubbio su una cosa così: “Mettere in dubbio una cosa del genere mi ha colpita”. Perché una rapina o un furto non ti rubano solo oggetti: ti rubano sicurezza. E quando poi ti rubano pure la credibilità, è come se l’episodio non finisse mai. Lei lo ha detto chiaramente: “Se l’avessi raccontato con le lacrime agli occhi mi avrebbero detto che ero esagerata. Sui social c’è sempre qualcuno che per amor di polemica deve scrivere qualcosa. Ma io mi porto ancora dietro l’ansia”.

A un certo punto, per zittire i complottisti da tastiera, Orlando ha avuto la tentazione che viene a tanti quando si sentono attaccati: tirare fuori le prove. Documenti, tutto in piazza, così almeno la smettono. Lo ha raccontato senza vergogna: “A un certo punto ho pensato di fare la foto delle prove e pubblicarla”. Poi però ha fatto un passo indietro, perché non è normale dover spiegare la propria paura a chi campa di polemica: “Mi sono detta che non devo dare spiegazioni a nessuno. Qualsiasi cosa condividi vieni sempre messa in dubbio”.

E infatti in questo racconto c’è anche un altro tema, quello che dovrebbe far riflettere chi vive di storie e post: quanto ti esponi e quanto stai dicendo al mondo, senza accorgertene, dove sei e dove non sei. Orlando ha collegato l’irruzione a una foto pubblicata sui social, una di quelle cose che fai con leggerezza e poi ti si ritorcono contro: “Se io quel giorno non avessi messo una foto a Firenze… loro hanno pensato che non ci fossi”. E in un secondo, una foto diventa una specie di invito involontario, un messaggio che tu non volevi mandare, ma che qualcuno può interpretare nel modo peggiore.

Inciucioni miei, la morale qui è semplice e amara: i ladri ti entrano in casa e ti lasciano l’ansia. Il web ti entra nella testa e ti lascia il dubbio che qualunque cosa tu faccia, sarà usata contro di te. E Stefania Orlando, in questa storia, si è trovata a combattere su due fronti: la paura reale di quella notte e la cattiveria di chi, invece di capire, si diverte a mettere in discussione tutto.

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