Nell’ultimo editoriale da direttore editoriale di Chi, Alfonso Signorini non cita mai Corona per nome — ma le allusioni sono inequivocabili. E promette: «Non vedo l’ora di raccontarvi tutto».
Inciucioni miei, Alfonso Signorini ha salutato i lettori di Chi con una lettera lunga, personale e — in certi passaggi — tutt’altro che pacifica. Non è solo un addio. È anche una promessa: ci sarà un momento in cui dirà tutto. E quel momento, dice, non vede l’ora che arrivi.
La lettera
Sul numero di Chi in edicola mercoledì 4 marzo, Signorini firma il suo ultimo editoriale da direttore editoriale — un ruolo che ricopriva dal marzo 2023, quando aveva passato la direzione responsabile al suo storico braccio destro Massimo Borgnis. Prima di lui, aveva guidato il settimanale dal 2006.
La lettera inizia con un saluto diretto ai lettori e ripercorre quasi trent’anni di storia del magazine — le copertine, le interviste, gli scandali, i collaboratori, l’entusiasmo. Poi racconta come qualcosa si sia incrinato durante la pandemia: «Ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario. La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità. Era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate».
Il caso Corona e il «sottoscala»
Poi arriva il passaggio più atteso — quello sul caso che negli ultimi mesi ha travolto la sua vita professionale e personale. Signorini non cita mai Fabrizio Corona per nome. Ma il rimando è inequivocabile.
Prima chiarisce la sua posizione sulle accuse — che ha sempre respinto con fermezza e per le quali ha sporto querela: «Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune».
Poi allarga il bersaglio — e qui la lettera si fa più densa: «Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso».
Il riferimento a «chi assiste con un ghigno o un silenzio» è il passaggio più criptico — e più esplosivo. Non si parla più solo di Corona. Si parla di chi, secondo Signorini, ha osservato senza intervenire. Chi sono questi personaggi? La risposta arriverà — ma non ora.
La promessa
«Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante. Ma non è questo il momento».
Una promessa precisa — con una data aperta. Signorini tornerà. E quando lo farà, ha già fatto capire che non andrà per il sottile.
Il contesto
Per chi non fosse aggiornato: da dicembre 2025 Fabrizio Corona ha pubblicato più puntate del suo format Falsissimo in cui muoveva accuse nei confronti di Signorini — accuse che quest’ultimo ha sempre respinto come false e diffamatorie. A queste si è aggiunta la denuncia di Antonio Medugno, ex concorrente del Grande Fratello Vip 2021-2022. Signorini risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Milano — una misura che in Italia non implica alcun giudizio di colpevolezza e che precede le verifiche della magistratura. A fine dicembre aveva comunicato la propria autosospensione da Mediaset. Il Grande Fratello Vip ripartirà il 17 marzo con Ilary Blasi alla conduzione.
L’inciucio
Inciucioni miei, Alfonso Signorini ha scelto di non difendersi pubblicamente per mesi — e lo ha spiegato lui stesso: certe battaglie si combattono nelle sedi opportune. Ma nell’ultimo editoriale di Chi ha lasciato aperta una porta — anzi, l’ha socchiusa di proposito. «Avrò modo di spiegarvi tutto» non è una frase di circostanza. È un annuncio. E quel «non vedo l’ora» dice molto su quanto abbia voglia di raccontare la sua versione. Quando lo farà, le pagine bianche di cui parla potrebbero diventare molto rumorose.



