Inciucioni miei, qui non stiamo parlando di una normale guerra di ascolti. Qui si parla di un prima e di un dopo. Perché da quando Samira Lui e Gerry Scotti hanno rimesso le mani su La Ruota della Fortuna, i palinsesti si sono messi a tremare sul serio. E no, non è un modo di dire: il cambio si vede, si sente e soprattutto si misura.
Il punto è semplice e cattivo: quando una coppia di conduttori macina numeri pesanti, gli altri non possono fare finta di niente. E infatti la domenica, con una puntata che ha sfiorato di nuovo il 25 per cento di share, Samira Lui e Gerry Scotti hanno mandato un messaggio chiaro a tutti. Un messaggio di quelli che non hanno bisogno di sottotitoli: o ti adegui, o resti indietro.
E chi è il nome che viene tirato in mezzo subito, appena si parla di competitor? Stefano De Martino. Che, per stare al passo, deve darsi parecchio da fare. Perché quando dall’altra parte c’è un programma che gira così, non ti basta la simpatia, non ti basta la faccia pulita, non ti basta nemmeno il ritmo. Ti serve la mossa. Quella vera.
E qui arriva l’inciucio bello succoso: Affari Tuoi non è praticamente mai riuscito a superare il gioco di Canale 5. Però attenzione, perché Affari Tuoi non è crollato. Anzi, ha tenuto ascolti interessanti, non ha perso pubblico e ha mantenuto sempre una distanza ridicola. Tradotto in lingua da divano: non ti stacca, ma nemmeno ti passa. Rimani lì, appeso, a guardare il traguardo senza metterci il naso davanti.
Il tema è che in tv la dignità non basta. Serve il colpo di scena, serve far parlare, serve cambiare le regole del gioco. E qui, secondo quello che si racconta, Stefano De Martino avrebbe pure smesso da tempo di tirare frecciatine ai suoi dirimpettai, come li ha sempre definiti, facendo credere di aver deposto le armi e di accettare con sportività il secondo posto sul podio.
Ma chi lavora dietro le quinte, di solito, non si beve queste favole. Perché negli ambienti che contano, l’idea era un’altra: che Rai e Stefano De Martino avessero in serbo qualche strategia da mettere in pratica per tentare finalmente il sorpasso. E infatti, tempo fa, si vociferava di una lunga serie di puntate speciali pensate per la prima serata, con uno scopo chiarissimo: conquistare nuovo pubblico e farlo affezionare al programma, fino a voltare le spalle a Gerry Scotti e Samira Lui.
E ora arriva la voce ancora più grossa, quella che fa alzare il sopracciglio anche a chi di solito si addormenta dopo il telegiornale: un cambiamento ancora più radicale. Si parla di allungare molto la fine del programma e spostare di fatto l’inizio della prima serata addirittura alle 22.30. Sì, avete letto bene: le 22.30. A quell’ora c’è gente che già sta scegliendo se andare a dormire con la crema o senza.
E qui scatta la domanda cattiva, quella che nessuno vuole fare ma tutti pensano: se per molti un film che iniziava tra le 21 e le 21.30 era già tardi, come reagiranno a dover aspettare un’ora in più? Perché la tv è una cosa semplice: se mi fai aspettare troppo, io cambio canale. Oppure spengo. E quando spengo, poi non mi riprendi più.
Ovviamente Mediaset non potrebbe che rispondere facendo altrettanto. Perché quando uno sposta l’asticella, l’altro non può restare fermo, altrimenti pare sconfitto ancora prima di giocare. E allora eccola qui, la “svolta epocale” di cui si parla: non solo un duello tra programmi, ma un possibile cambiamento storico per la tv, con il rischio concreto di trasformare la prima serata in una seconda serata fissa, e la seconda serata in una specie di dopocena infinito.
E sapete qual è la parte più divertente? Che mentre i piani alti fanno strategie e le reti si studiano come se fosse una partita a scacchi, alla fine decide sempre lui: il pubblico. Quello che torna a casa stanco, quello che si mette sul divano e vuole essere preso per mano, non trascinato in sala d’attesa. Se il gioco funziona, resta. Se lo fai aspettare troppo, ti saluta.
Quindi sì, Inciucioni miei: Samira Lui e Gerry Scotti hanno creato un effetto domino. Stefano De Martino è costretto a rincorrere senza farlo vedere. E adesso, tra allungamenti, speciali e ipotesi da 22.30, la tv rischia davvero di cambiare abitudini.
La domanda finale è una sola, ed è la più velenosa: questa rivoluzione la regge il pubblico, o la tv sta solo facendo la furba per farci rimanere svegli quando dovremmo dormire?


