Serena Brancale e Sal Da Vinci portano a casa le standing ovation, Ditonellapiaga convince nonostante il problema tecnico, Patty Pravo resta un mistero. Il verdetto della stampa prima della prima serata.
Inciucioni miei, le prove generali di Sanremo sono sempre il momento della verità. È lì che le canzoni smettono di essere file audio e diventano spettacolo — con l’orchestra, le luci, la scenografia e un teatro pieno di giornalisti pronti a giudicare. Lunedì 23 febbraio si è tenuto il rito, e il verdetto è chiaro: non c’è un favorito netto. Ma ci sono già delle sorprese.
I TOP
SERENA BRANCALE — Qui Con Me
La vera protagonista della giornata. L’applauso non finiva più — standing ovation, commozione in sala, occhi lucidi. Angelo Conte della Gazzetta del Mezzogiorno: «Standing ovation alle prove generali per Serena Brancale, diretta competitor di Sal Da Vinci stando al gradimento in sala. Molta commozione, vocalmente gioca una gara a parte. Stilisticamente è più soul che ballad pop, impossibile non restarne toccati.» Per molti è già podio.
SAL DA VINCI — Per sempre sì
È sceso dal palco, ha preso per mano una signora della prima fila e ha ballato con lei. I tovaglioli sventolati in sala. E alla fine — seconda standing ovation della giornata. Bianca Chiriatti della Gazzetta del Mezzogiorno: «Sta cantando col microfono praticamente spento e si sente lo stesso. Comunque stiamo già cantando tutti. È dal primo giorno che lo dico, per me se non è podio è almeno top 5.» A La Vita in Diretta hanno già profetizzato: «Sal ha avuto una standing ovation, è piaciuto tantissimo. Vedrete che la sua sarà per decenni la canzone più suonata ai matrimoni». Peccato per il problema tecnico — impianto audio saltato — che lo ha costretto a ripetere l’esibizione dall’inizio.
DITONELLAPIAGA — Che Fastidio
Sei ballerini, luci psichedeliche, show curato nei dettagli. Un problema tecnico l’ha costretta a ricominciare dall’inizio — non si è scomposta, ha rifatto tutto. Ruben Trasatti di TeleSette: «Oh mio dio. Ho avuto una visione. Ditonellapiaga può vincere Sanremo se al televoto è alta. E per me vincerebbe pure Eurovision. Brano bomba.» Recensiamo Musica le dà però solo 5, sottolineando che dal vivo il brano perde rispetto alla versione in studio.
FEDEZ E MARCO MASINI — Male Necessario
Due abiti neri, luce rossa sullo sfondo, moltissimi applausi. Quasi tutti parlano di podio sicuro. Andrea Conti del Fatto Quotidiano: «Vincitori annunciati erano. E rimangono. La canzone c’è. Loro anche.»
LEVANTE — Sei Tu
Dal vivo il brano piace anche di più che al primo ascolto. Newsic: «Quando la voce esplode rivaluti tutto. È la sua interpretazione che fa la differenza.»
I FLOP
PATTY PRAVO — Opera
Non è entrata dalle scale. Le testate più importanti hanno preferito non votarla: «Le leggende non si discutono», «I monumenti si rispettano.» Un non-giudizio che pesa — soprattutto perché arriva dalla critica che di solito non si tira indietro.
LUCHÉ — Labirinto
Il ritornello funziona e resta in testa, ma la prova vocale è stata la parte più debole della giornata.
ELETTRA LAMBORGHINI — Voilà
Ballerini con ventagli di piume bianche, energia alle stelle. Ha fatto muovere i giornalisti — ma i voti non hanno superato la sufficienza. Nel ritornello canta «Viva, viva la Carrà» — e il paragone con Annalisa non l’ha aiutata.
DARGEN D’AMICO — Ai Ai
Brano a strati, tante atmosfere, tanti colori sul led. Newsic: «Sì balla ma non è Dove si balla.»
Gli altri
ARISA — Magica favola
Prova vocale solida — la voce è la chiave, come sempre. Il brano ha qualche banalità testuale, ma lei lo salva.
ENRICO NIGIOTTI — Ogni volta che non so volare
Ballata profonda scritta con Pacifico, senza ritornello — una scelta coraggiosa per Sanremo. Dal vivo emoziona, l’orchestra la valorizza.
LE BAMBOLE DI PEZZA — Resta con me
Prima band tutta femminile nella storia del Festival. Classic rock con ritornello pop. Il Fatto Quotidiano: voto 8 — «Hanno fatto gavetta. Si vede.»
NAYT — Prima che
Debutto maturo, fedele al suo stile nonostante il palco più grande d’Italia. Produzione asciutta ed elegante.
EDDIE BROCK — Avvoltoi
Newsic è stato durissimo — voto 4, testo bocciato senza appello. Recensiamo Musica invece gli dà 7,5 apprezzando l’assolo di chitarra finale. Un caso da seguire.
MARA SATTEI — Le cose che non sai di me
Brano scritto di suo pugno, voce impeccabile. Con l’orchestra acquista profondità. Tutto eseguito bene, ma senza momenti che lasciano il segno.
FRANCESCO RENGA — Il meglio di me
Ritorno convincente dopo qualche edizione meno riuscita. Il brano cresce ascolto dopo ascolto.
LDA E AKA7EVEN — Poesie clandestine
Corpo di ballo, energia e intesa già rodata. La Gazzetta del Mezzogiorno li ha descritti come «napolatini e trash al punto giusto». Puntano sul pubblico giovane e ci riescono.
RAF — Ora e per sempre
Con l’orchestra il brano acquista profondità e respiro. Uno dei capisaldi della musica italiana — da preservare, come dice il Fatto Quotidiano.
FULMINACCI — Stupida sfortuna
La semplicità trova nell’arrangiamento sinfonico la cornice perfetta. Retrò al punto giusto, con quella patina vintage che non scade nella caricatura.
TOMMASO PARADISO — I romantici
Manifesto generazionale scritto per sua figlia appena nata. Profondo e personale — l’orchestra lo esalta.
MARIA ANTONIETTA E COLOMBRE — La felicità e basta
Gli unici indie di questa edizione. Melodia che entra in testa. Il Fatto Quotidiano li quota come possibili vincitori del Premio della Critica.
ERMAL META — Stella stellina
Ritmo gitano e tematica attuale e dolorosa. Gay.it: «Il dolore mischiato alla ballata ti schiaffeggia e scuote».
MICHELE BRAVI — Prima o poi
Dà tutto se stesso per un brano che rappresenta al meglio il suo stato d’animo. Sincero e ben costruito. Il Fatto Quotidiano: voto 6/7.
SAYF — Tu mi piaci tanto
Debutto convincente. Sa stare sul palco con naturalezza.
CHIELLO — Ti penso sempre
Brano diretto sull’amore non corrisposto. Piacerà a molti.
TREDICI PIETRO — Uomo che cade
Figlio d’arte con le idee chiare — papà Gianni Morandi gli ha consigliato di godersi il palco senza strafare. E si vede. Tanta intensità, testo da riascoltare con calma. Voto 6 per Il Fatto Quotidiano
LEO GASSMAN — Naturale
La ballad giovane del Festival. Bravo, sa come stare sul palco.
MALIKA AYANE — Animali Notturni
Scelte retrò — metà performance trasmessa in bianco e nero, microfono con il filo. Eleganza e sorpresa. L’orchestra la valorizza.
J-AX — Italia starter pack
Show totale con cappello da cowboy, violino, banjo e cheerleader acrobatiche.
SAMURAI JAY — Non presente alle prove. Lo scopriamo questa sera.
L’inciucio
Inciucioni miei, da questa giornata di prove escono due certezze: Serena Brancale ha fatto tremare l’Ariston, e Sal Da Vinci ha fatto ballare i giornalisti. Per il resto, il Festival è aperto — nessun favorito netto, nessuna canzone orribile, nessun capolavoro assoluto. In un’edizione così equilibrata, tutto si decide sul palco con il pubblico a casa. Questa sera si canta davvero. Fate voi.


