Venerdì sera sul palco dell’Ariston Grignani lancia la battuta. Sabato mattina in conferenza stampa Pausini risponde. Tre frasi secche che chiudono — o forse riaprono — tutto.
Inciucioni miei, ci sono risposte che fanno più rumore delle domande. Quella di Laura Pausini a Gianluca Grignani, stamattina in conferenza stampa, è una di quelle.
La battuta di venerdì sera
Gianluca Grignani sale sul palco dell’Ariston con Luchè per la serata delle cover — cantano Falco a metà. Finita l’esibizione, Carlo Conti gli consegna il mazzo di fiori di rito. Grignani lo prende, ci guarda dentro e chiede: «C’è anche il numero di Laura Pausini? Così la posso chiamare.» La platea capisce tutto in un secondo. Laura Pausini è lì, a pochi metri, sul palco come co-conduttrice. Non sale sul palco alla fine dell’esibizione. Non dice nulla. Va avanti.
La risposta di sabato mattina
Stamattina, in conferenza stampa, i giornalisti le chiedono un commento. Laura non si sottrae — e risponde: «Il mio numero ce l’ha, non è mai cambiato. Se vuole chiamarmi, io sono qui e aspetto quello che vuole.» Poi aggiunge: «Io faccio la cantante, canto le canzoni e cerco di fare il mio meglio.»
Fine. Capitolo chiuso — almeno dalla sua parte.
Da dove nasce tutto
La storia tra Grignani e Pausini ha radici nell’estate del 2024. Laura pubblica Io Canto 2 — un disco di cover di brani italiani che ama. Tra i brani scelti c’è La mia storia tra le dita, il pezzo più celebre di Grignani. Il cantautore non la prende bene — sostiene che Pausini abbia modificato alcune parti del testo nelle versioni straniere, stravolgendone il senso originale, e che non l’abbia citato come si doveva. Seguono post al veleno sui social, una diffida formale con azioni legali da parte di Grignani e del coautore Massimo Luca, e la rimozione del brano dall’album da parte di Pausini.
A febbraio, al Corriere della Sera, Pausini aveva raccontato di aver scritto a Grignani più volte senza mai ricevere risposta: «Io gli ho scritto molte volte, ai limiti della logorrea, ma lui non ha mai risposto. Per me restano le sue parole di dicembre 2024, “sei la mia dea, non vedo l’ora che mi ricanti”.»
Grignani aveva scelto di non rispondere a parole. Ha aspettato il palco più visto d’Italia.
Il dettaglio che non si nota
C’è una cosa che in molti hanno sorvolato — durante la serata delle cover, è stata proprio Laura Pausini a presentare il duetto tra Grignani e Luchè. Lo ha fatto con professionalità, senza una parola fuori posto. Alla fine dell’esibizione non è salita sul palco. Grignani ha lanciato la battuta. Lei ha continuato a lavorare.
L’inciucio
Inciucioni miei, in questa storia ognuno ha detto la sua — con i social, con le interviste, con una diffida, con una battuta davanti a tutta Italia. Laura Pausini ha scelto stamattina tre frasi e le ha dette guardando avanti: il numero non è cambiato, la linea è aperta, la palla è nel campo di Grignani. Adesso tocca a lui decidere se chiamare davvero.


