Inciucioni miei,
nell’ultima puntata del programma di Aldo Cazzullo è andato in onda un regalo enorme: l’ultima intervista di Ornella Vanoni, registrata poche settimane prima della sua scomparsa.
Cinquanta minuti in cui Ornella, seduta sul suo divano, ha aperto il cuore come sapeva fare solo lei.
Ha ripercorso tutta la sua vita: l’infanzia piena di regole, l’amore complicato con Gino Paoli, la maternità, e pure quella storica lite con Mina che ancora oggi fa storia.
La racconta così, con la sua ironia:
un giorno venne a sapere che Mina avrebbe fatto una trasmissione con Raffaella Carrà e lei, senza troppi filtri, la chiamò e le disse: “Sei una vigliacca”.
Mina rispose: “È una dichiarazione di guerra?”.
E Ornella, glaciale: “No, è solo la verità”.
Dopo quella telefonata… ognuna per la sua strada.
Nell’intervista però c’è anche un lato delicatissimo: il suo rapporto con la morte.
Ornella diceva di non averne paura, perché – come le spiegò Strehler la vita è come una lampadina: quando si rompe, la luce non sparisce, va da un’altra parte. “Qualcosa ci sarà, forse. Ma nessuno lo sa. Io vorrei solo poter decidere come andarmene, quando non avrò più nulla da dare”.
Poi ha parlato della sua estate difficilissima.
Un ricovero improvviso per problemi al cuore, il caldo che l’aveva messa KO, la paura di non farcela davvero:
“Pensavo: da qui non esco”.
È stata al Monzino, poi seguita al Don Gnocchi, curata e circondata da affetto.
Da lì ha capito una cosa semplice:
“Arrabbiarsi non serve, la gentilezza aggiusta tutto. La mia vita, nonostante tutto, è bellissima”.
Cazzullo ha fatto vedere un’Ornella limpida, intelligente, ironica fino all’ultimo respiro.
Un’intervista che sembra un saluto, ma anche una carezza: la conferma che lei, fino alla fine, è rimasta una donna enorme.


