Sul palco dell’Ariston conquista la finalissima con Laguna. Fuori dal palco rilascia l’intervista più chiacchierata di Sanremo 2026. Diciannovenne, umbro, e senza peli sulla lingua.
Inciucioni miei, ci sono artisti che a Sanremo ci vengono per cantare e basta. E poi c’è Nicolò Filippucci — diciannovenne di Corciano, provincia di Perugia — che mercoledì sera conquista la finalissima delle Nuove Proposte con Laguna, brano che su Spotify era già il più ascoltato tra i quattro in gara nella categoria, e che nel frattempo rilascia l’intervista più chiacchierata del Festival.
Prima il palco
La storia di Nicolò è una di quelle che fanno venire voglia di fare le cose sul serio. A sette anni comincia a studiare chitarra ispirato dalla madre appassionata di canto, a nove è già su un palco con il coro delle voci bianche del Conservatorio Morlacchi di Perugia. A diciotto anni prende una decisione che in pochi avrebbero il coraggio di prendere — lascia il liceo scientifico Galileo Galilei all’ultimo anno per entrare ad Amici di Maria De Filippi. Viene eliminato in semifinale ma esce con il Premio Estathé Zero e quattro brani incisi, poi confluiti nel suo primo EP Un’ora di follia, pubblicato nel maggio 2025 con Warner Music Italy.
A Sanremo ci arriva dopo aver vinto Sanremo Giovani 2025 con Laguna — un brano sulla fine di una storia d’amore, sullo smarrimento che arriva quando i sentimenti non si riescono più a spiegare. Sul palco dell’Ariston ha convinto tutti — giuria della stampa, giuria delle radio e televoto — superando il trio Blind, El Ma e Soniko. Giovedì sera se la vedrà con Angelica Bove nella finalissima.
Poi l’intervista
Durante la sua permanenza a Sanremo, Nicolò ha rilasciato un’intervista per MySecretCase — noto brand online specializzato in articoli per adulti — che ha fatto il giro dei social in poche ore. La creator del sito gli ha rivolto domande molto personali. E lui non si è tirato indietro nemmeno una volta.
Ha raccontato che in certi contesti preferisce essere chiamato semplicemente «Nico» — non «Nicky», che trova troppo dolce. Ha detto che ascolta musica anche nei momenti più privati, ma non la sua — la troverebbe «cringe». E sui calzini — domanda che solo MySecretCase poteva fare — ha risposto senza imbarazzo: li tiene anche quando non si tiene nient’altro.
Poi le domande si sono fatte più dirette. Nicolò non ha abbassato lo sguardo nemmeno una volta — ha risposto a tutto, con la stessa naturalezza con cui parla di musica. Sulle esperienze in tre ha ammesso che è qualcosa che lo incuriosisce, anche se fino ad oggi non si è mai presentata l’occasione giusta. E sulla composizione del gruppo — uomini, donne, o entrambi — ha chiarito che per lui non cambia nulla. Alla domanda se preferisse qualcuno di conosciuto o uno sconosciuto, la risposta è arrivata senza esitazioni: «Amico o amica.»
L’inciucio
Inciucioni miei, Nicolò Filippucci ha diciannove anni, una voce che convince l’Ariston e la sicurezza di chi sa esattamente chi è. Sul palco porta una canzone sulla fine di un amore. Fuori dal palco risponde a domande che molti adulti schiverebbero con ogni scusa possibile.
Questa sera lo rivedremo all’Ariston per la finalissima contro Angelica Bove. Il brano più ascoltato, il pubblico dalla sua parte, e un’intervista che ha fatto parlare tutta Sanremo. Diciassette anni fa era nel coro delle voci bianche. Adesso è qui. Per fortuna.


