MEDISET CONTRO RAI PER CORONA E IL CASO SIGNORINI: GUERRA DI NERVI PRIMA DI SANREMO 2026

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Inciucioni miei, questo non è “gossip”: è uno scontro che sta facendo tremare i piani alti. Quando un caso diventa nazionale, non conta solo la polemica: contano i riflettori, l’immagine e i numeri davanti alla tv. E con Fabrizio Corona che torna a prendersi spazio tra web e Rai, a Mediaset la pazienza sarebbe arrivata al limite.

Secondo quanto riportato, Pier Silvio Berlusconi non avrebbe gradito per niente lo spazio dato dalla Rai a Corona dentro e fuori i programmi, soprattutto in relazione al caso Signorini. E qui arriva la parte interessante: invece di farla finire con due dichiarazioni e qualche frecciatina, si parla di strategia. Di quelle che si studiano a tavolino. E con un tempismo non casuale: la settimana di Sanremo 2026.

Partiamo da cosa ha scatenato tutto. A “Lo Stato delle Cose”, il programma condotto da Massimo Giletti, è stato dedicato ampio spazio alla vicenda che coinvolge Alfonso Signorini e alle parole di Fabrizio Corona. L’approfondimento è andato in onda su Rai3 lunedì 12 gennaio 2026, con servizi, testimonianze e una breve intervista a Corona sul rapporto con Signorini e sui motivi che lo avrebbero spinto a esporsi pubblicamente.

Il punto però non è solo la singola puntata. Il punto è il quadro generale. Perché Corona in Rai ci è passato eccome, e non da ieri. È stato ospite di Francesca Fagnani a “Belve”, è finito a “Domenica In” da Mara Venier, è andato a “Avanti Popolo” da Nunzia De Girolamo, e di recente Fiorello lo ha pure chiamato in diretta a “La Pennicanza” su Rai Radio2. Insomma, una presenza ripetuta, che per alcuni è “televisione che fa rumore”, per altri è un regalo enorme di visibilità.

E nel frattempo Corona non è “solo Corona”. C’è anche il suo format “Falsissimo”, che sul web è diventato una bomba a orologeria: puntate, accuse, retroscena, contenuti che si mangiano la curiosità della gente e poi finiscono a cascata in tv, nei giornali, nei talk, nelle chat di gruppo. Proprio “Falsissimo” è stato indicato come la bomba del caso Signorini, con accuse pesanti che hanno fatto esplodere un casino enorme, tra reazioni legali e conseguenze sul piano televisivo.

Quando una storia del genere entra in un colosso come Mediaset, non resta confinata. Perché Signorini non è un personaggio qualsiasi. È un volto importante, uno che è stato al centro di un pezzo di palinsesto e di un prodotto che porta pubblico. E infatti, dopo lo scandalo e il clamore, si è parlato anche di un futuro incerto per alcuni progetti, con indiscrezioni e ipotesi che si rincorrono sul ritorno del Grande Fratello Vip e su chi potrebbe guidarlo.

E quindi, se la Rai ospita Corona, lo ascolta, lo rilancia, lo mette in un contesto di “racconto televisivo”, è ovvio che a Mediaset la cosa venga vista come una provocazione. Anche perché questa vicenda non è “neutra”: tocca un nome di Canale 5 e fa male all’immagine. E quando l’immagine balla, ballano pure gli investimenti e la serenità ai piani alti.

Ed eccoci al retroscena più succoso: stando a quanto riporta Dagospia, la famiglia Berlusconi con i legali starebbe rivedendo l’intera puntata de “Lo Stato delle Cose” in cui è stato dato spazio alla vicenda Signorini e alle parole di Corona. E qui arriviamo alla parola che fa tremare i corridoi: controprogrammazione. L’idea sarebbe quella di colpire la Rai dove fa più male, cioè negli ascolti, proprio nella settimana del Festival.

Sanremo 2026, per capirci, andrà in onda dal 24 al 28 febbraio 2026, con la finale di sabato 28 febbraio. E la settimana del Festival è sempre una specie di zona rossa: tutti si muovono con attenzione, perché qualsiasi scelta diventa una dichiarazione di guerra o di resa. In questo scenario, l’ipotesi messa sul tavolo sarebbe quella di lasciare Canale 5 con Maria De Filippi e “C’è Posta per Te” al sabato, proprio contro la finale del Festival.

E attenzione, perché questo punto è delicato: Pier Silvio Berlusconi in passato aveva commentato l’idea, facendo capire che mettersi contro la finale di Sanremo non è una passeggiata neanche per un programma fortissimo. La frase riportata è questa: “Sprecheremmo una puntata”. Andare contro Sanremo può essere un colpo al competitor, ma può essere pure un rischio per il tuo stesso programma, perché quella sera l’Italia è incollata all’Ariston.

E allora che succede? Succede che, se davvero si decide di fare una mossa del genere, non è solo per “fare i dispetti”. È perché il clima è teso. È perché qualcuno, ai vertici, avrebbe voglia di far capire che certe cose non passano lisce.

In mezzo a questo braccio di ferro, spunta l’altra indiscrezione: per “calmare” gli animi, Massimo Giletti potrebbe andare in onda con una puntata definita “riparatrice” de “Lo Stato delle Cose”. Traduzione: una puntata che ridimensiona, rilegge, rimette ordine, magari sposta l’attenzione, magari chiarisce il contesto. Non perché improvvisamente cambia tutto, ma perché quando scatta un livello di tensione più alto, in tv si lavora anche per riequilibrare. E se qualcuno in alto è irritato, la macchina prova a sistemare.

Ora, Inciucioni miei, la domanda vera è: questa storia finirà in una guerra totale tra Rai e Mediaset oppure resterà un conflitto fatto di mezze frasi e segnali? Dipende da una cosa sola: da quanto il caso Signorini continuerà a bruciare e da quanta attenzione continuerà a raccogliere Corona con “Falsissimo” e con le sue ospitate.

Perché nel mondo della tv, quando un nome diventa un problema o diventa irresistibile, la differenza la fa sempre il pubblico. Se il pubblico guarda, i programmi inseguono. Se il pubblico si stanca, i programmi cambiano musica. E con Sanremo 2026 alle porte, la sensazione è che nessuno voglia farsi trovare impreparato. Anche perché la settimana del Festival è il ring perfetto: luci accese, numeri giganteschi, e una sola regola. Chi fa la scelta sbagliata, paga subito.

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