MEDIASET ROSICA, STEFANO COLPISCE: LA RUOTA GIRA… MA A VUOTO

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Inciucioni miei,

qua non è più una semplice frecciatina da access prime time: è proprio guerra fredda televisiva, con sorriso ironico incluso. Da una parte Stefano De Martino che gioca, ride, improvvisa e si diverte. Dall’altra Mediaset che continua a sbandierare vittorie di share come se fossero scudetti, dimenticando però un dettaglio non proprio irrilevante.

Sì, è vero: La Ruota della Fortuna ha vinto spesso. Ma nessuno dice mai perché. Il format era nuovo, fresco per il pubblico, con premi iniziali belli succosi e la curiosità fisiologica del “vediamo che succede”. Normale che all’inizio la gente si sia fiondata. Poi però la magia si è sgonfiata, lo share si è stabilizzato e il giochino ha mostrato quello che è davvero: un ritorno al passato, noioso e antiquato.

Perché diciamolo chiaramente: questa nuova Ruota è vecchia dentro. Vecchia nei ritmi, nei meccanismi, nei cliché. Il conduttore di mezza età che fa il rassicurante, la soubrettina decorativa, le battute che sembrano uscite da un archivio del 2003. Tutto molto ordinato, tutto molto previsto. Tutto molto… già visto.

E mentre Mediaset continua a vantarsi, Stefano De Martino fa quello che gli riesce meglio: risponde sul campo. Con l’ironia, con la leggerezza, con quella frase buttata lì alla concorrente di Cologno Monzese che vale più di mille comunicati stampa. “Poteva andare a piedi a Mediaset e invece è venuta a Roma”. Boom. Sipario. La regia che parte con la sigla della Ruota è solo l’ultimo schiaffetto elegante.

Nel frattempo Affari Tuoi vola. Perché cambia, evolve, si muove. Perché non è ingessato. Perché oggi ci trovi Herbert Ballerina, le incursioni comiche, le interazioni vere con i concorrenti, i momenti imprevedibili. È un programma vivo, dinamico, che si reinventa e che soprattutto si diverte. E quando chi conduce si diverte, il pubblico lo sente.

E poi c’è lui, Pier Silvio, con questa strana ossessione. Ogni due per tre ripete che Affari Tuoi è “un giochino quasi d’azzardo”, “troppo basato sulla fortuna”. Lo dice, lo ridice, lo sottolinea. Peccato però che il programma di punta della concorrenza si chiami, testuale, La Ruota della Fortuna. Cioè: la fortuna nel titolo, la fortuna nel meccanismo, la fortuna ovunque. Se non è paradosso questo, poco ci manca.

La verità è semplice e la sanno tutti, anche quelli che fanno finta di niente: Affari Tuoi oggi è più divertente, più moderno, più intelligente. La Ruota gira, sì… ma gira sempre nello stesso punto. Stefano invece cambia passo, cambia ritmo, cambia linguaggio. E il pubblico, guarda caso, lo segue.

Mediaset può continuare a contare gli share col pallottoliere. Stefano intanto incassa consenso, simpatia e futuro. E questa, inciucioni miei, è una vittoria che non si misura con i numerini del mattino dopo.

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