LUCIO PRESTA PARLA DI AMADEUS BONOLIS E DE MARTINO NELL’INTERVISTA A SELVAGGIA LUCARELLI

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Inciucioni miei, Lucio Presta non è uno che parla a metà. E infatti, nell’intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli per Il Fatto Quotidiano, è tornato su rapporti, rotture, retroscena e convinzioni personali che negli anni hanno fatto discutere, soprattutto perché riguardano nomi molto conosciuti e al centro della scena tv.

Per chi magari lo segue meno da vicino, parliamo di uno dei manager più influenti della televisione italiana negli ultimi vent’anni: agente e produttore, legato a lungo a volti come Paolo Bonolis e Amadeus, capace di costruire carriere e format che hanno segnato intere stagioni televisive. È da questa posizione — quella di chi ha gestito e accompagnato percorsi importanti — che arrivano le sue parole.

Il senso generale del discorso è chiaro: Presta racconta la sua versione dei fatti e la racconta senza addolcirla. Ma proprio per questo va chiarita una cosa: qui parliamo di dichiarazioni e di letture personali di Presta, non di ricostruzioni confermate da terzi.

STEFANO DE MARTINO E QUELLA FRASE CHE CHIUDE UN CAPITOLO

Tra i passaggi che fanno più rumore, c’è quello su Stefano De Martino. Presta sostiene che, dopo averlo aiutato a entrare in Rai con un percorso preciso, il rapporto si sia chiuso. E lo dice raccontando un episodio chiave, legato anche a un incontro ai Palinsesti Rai. Le parole riportate sono queste:

“Ho fatto di tutto per fargli fare Stasera Tutto è Possibile, poi è andato con Caschetto. L’ho rivisto in occasione dei Palinsesti Rai, mi ha salutato e io ho risposto: ‘Non saluto i traditori’. Resta simpatico e ambizioso, uno che studia, ma il rapporto è finito lì“.

È un racconto “da rottura totale”, senza spiragli. E infatti è questo che accende la discussione: non tanto la critica, quanto il modo in cui Presta descrive la chiusura come definitiva.

AMADEUS E IL PASSAGGIO AL NOVE VISTO COME UN ERRORE

Poi c’è Amadeus. Qui Presta non parla di un dettaglio, parla di una scelta di carriera e la giudica apertamente, collegandola a una valutazione sbagliata del proprio “peso” fuori dal programma che conduceva. La frase attribuita a Presta è questa:

“Ha pagato un prezzo altissimo per stupidità e per i soldi. Pensava di avere un suo pubblico come Fazio, ma Amadeus è solo quello che fa il programma“.

Questa è una dichiarazione forte, e lo è per due motivi: il primo è il tono; il secondo è che sposta tutto su un concetto preciso, cioè l’idea che il pubblico non segua sempre la persona, ma spesso segua il contesto e il format. Qui, però, la cosa più corretta da ricordare è che si tratta della valutazione di Presta nell’intervista, non di un dato oggettivo su “chi vale cosa”.

PAOLO BONOLIS E IL RACCONTO PIÙ AMARO

Su Paolo Bonolis, il registro cambia. Non è solo “attacco”, è più un misto tra nostalgia e amarezza, con parole molto nette su come Presta vede oggi la situazione. La frase riportata è questa:

“Abbiamo condiviso gioie e dolori, siamo stati l’uno la fortuna dell’altro. Non doveva finire così. Lo vedo invecchiatissimo e infelice, ha la sindrome di Stoccolma. Mi manca terribilmente, ma vederlo a fine carriera così è doloroso“.

Questo passaggio è quello che, per chi legge, suona più “personale” di tutti: perché dentro c’è il rapporto umano, la delusione e anche un giudizio molto severo. Anche qui vale la stessa regola: è il punto di vista di Presta e va trattato come tale, senza trasformarlo in una sentenza sullo stato d’animo di Bonolis.

IL TEMA DEI PARTNER E LE FRASI CHE FANNO DISCUTERE

Nell’intervista, Lucarelli gli fa notare che non ha avuto problemi soltanto con alcuni assistiti, ma anche con persone vicine a loro. E Presta risponde con una visione molto netta, che prova a spiegare il “meccanismo” secondo lui. Le parole riportate sono:

“Se l’artista non è solido, puntualmente finisce che il suo partner voglia fare il mio lavoro. Per amore, ho visto artisti rovinarsi la carriera“.

Poi arriva una domanda diretta di Selvaggia Lucarelli e Presta risponde così. Lucarelli gli chiede: “Lei è molto intrusivo, non è che diventa a sua volta una moglie o un marito?”. E lui replica: “Probabile. Forse la mia presenza è così forte che poi la soffrono. Ma non quelli intelligenti”.

Questo è un passaggio delicato perché può essere letto come un attacco generale. In realtà, nel racconto, Presta sta descrivendo se stesso: dice di essere una figura molto presente e che non tutti la vivono allo stesso modo.”

PERCHÉ QUESTA INTERVISTA FARÀ PARLARE

Perché mette insieme tre cose che, quando stanno nello stesso testo, fanno sempre effetto:

nomi giganteschi del mondo tv, parole molto dirette, rapporti personali raccontati come strappi.

Ed è proprio questa combinazione che rende l’intervista “notizia”: non è solo un commento sul sistema televisivo, è anche un elenco di fratture e di giudizi su scelte e comportamenti.

COSA POSSIAMO DIRE SENZA FORZARE NULLA

A oggi, la sintesi più lineare è questa: Presta, parlando con Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano, racconta la sua versione di rapporti chiusi e scelte che non ha condiviso. Il resto — cioè ‘chi ha ragione’, ‘chi ha tradito chi’, ‘chi è davvero responsabile’ — non si può completare dall’esterno senza finire nelle ipotesi.

Ed è importante restare sui fatti: perché quando le parole sono così forti, è facile farle diventare qualcosa di più di quello che sono. Qui siamo davanti a un’intervista, quindi a un racconto di parte: la versione di Presta.”

L’INCIUCIO

Per noi, la cosa interessante non è fare la lista dei “buoni e cattivi”. È vedere come, ancora oggi, il dietro le quinte della tv funzioni anche di relazioni, alleanze, fiducia e rotture che diventano definitive. Presta, nel suo modo di raccontare, fa passare un concetto netto: nel suo lavoro la lealtà vale più di tutto, e quando quella lealtà si rompe, non si torna indietro con una stretta di mano.

E proprio per questo l’intervista farà rumore: perché non parla solo di programmi, parla di rapporti umani dentro un mondo dove ogni scelta fa la differenza, ogni cambio di rotta fa parlare e ogni frattura diventa una storia.

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