Inciucioni miei, quando due nomi grossi della musica finiscono nello stesso titolo, sui social scatta subito la narrazione: “sfida”, “resa dei conti”, “duello”. E invece Laura Pausini, nelle ultime ore, ha deciso di mettere un punto chiaro e di riportare la faccenda coi piedi per terra. Ne ha parlato durante la presentazione alla stampa del disco “Io Canto 2”, in un locale a Milano, davanti ai giornalisti, mentre era in dialogo con Gianluca Gazzoli. E a quel punto Laura ha detto: “La prima polemica è stata quella su Gianluca Grignani, che è montata come se fosse un incontro di boxe, e quando poi la realtà è molto diversa. Adesso ci si aspetta addirittura uno scontro a Sanremo, perché Gianluca canta con Luchè una canzone. Sì, sono pronta, veramente è una cosa assurda. Io canto le sue canzoni perché sono sua fan, mi piacciono. È un cantautore che stimo tantissimo, altrimenti appunto non avrei cantato due canzoni sue più una che lui ha scritto per me. Io spero veramente che Sanremo sia per lui una bella opportunità, che gli porti fortuna alla sua carriera, perché è davvero un cantautore straordinario.”
Ma da dove parte questo dissing, quello vero, quello che ha acceso la miccia?
Tutto parte dall’estate scorsa, quando Laura Pausini annuncia sui social un singolo legato a “La mia storia tra le dita”, brano simbolo di Gianluca Grignani. Il problema, è che quel lancio viene interpretato da molti come “nuova uscita” senza che sia chiarissimo, da subito, che si tratti di una cover. E lì Grignani si fa sentire: non tanto per l’idea in sé, quanto per il riconoscimento e per come viene presentato il brano. È il primo scossone.
Poi si passa al secondo livello, quello più delicato: le modifiche. Quando la cover prende forma e arriva anche in più versioni, si parla di frasi adattate e di un testo che, secondo Grignani, rischierebbe di cambiare il senso del pezzo. Nelle settimane successive la questione non resta più solo “gossip musicale”: entrano in scena diffide, dichiarazioni a mezzo stampa, e una discussione che si allarga perché tocca un tema che in Italia accende sempre la curiosità: chi può fare cosa su una canzone, e con quali permessi.
Nel frattempo, però, la faccenda non resta ferma. Col passare dei mesi, si arriva a un punto di equilibrio, con un accordo che permette alla versione di Pausini di restare sulle piattaforme. Insomma: il caso si abbassa, anche se il rumore resta.
Ed eccoci all’oggi, perché la storia torna di colpo attuale per un motivo enorme: Sanremo 2026. Laura Pausini è stata scelta come co conduttrice del Festival, e quindi sarà presente all’Ariston. E nello stesso Festival ci sarà anche Gianluca Grignani, atteso come ospite nella serata delle cover, in un’esibizione collegata alla gara. Tradotto: dopo mesi di chiacchiere, si arriva al momento in cui i due si ritrovano a pochi metri di distanza nello stesso evento.
A questo punto Laura, nel suo racconto più recente, ha aggiunto un dettaglio che pesa più di mille analisi: lei dice di aver provato a chiarire direttamente. La frase che fa capire il clima è questa: “Gli ho scritto tante volte, ai limiti della logorrea, e non mi ha risposto”. E ancora: “Non me lo aspettavo. Vorrei avere il suo punto di vista”. Parole che suonano come una mano tesa rimasta sospesa.
Non solo. Laura ha anche citato un messaggio precedente attribuito a Grignani, che oggi suona come un contrasto clamoroso rispetto alla polemica esplosa dopo: “sei la mia dea, non vedo l’ora che mi ricanti”. E ha aggiunto che, per il lancio del progetto, erano previste “cinque stories sui social che avrebbero detto tutto”. In pratica: secondo lei, la narrazione della “mancanza di rispetto” non era nelle intenzioni, e la macchina della polemica ha fatto il resto.
Ora, la domanda vera è quella che interessa a tutti: a Sanremo sarà pace o gelo? Ufficialmente, non si parla di resa dei conti, ma il Festival diventa inevitabilmente il primo vero punto d’incontro pubblico dopo mesi di tensioni. E se Laura insiste sul fatto che la storia è stata trasformata in un match, è perché vuole spegnere l’immagine del ring e riportare tutto a quello che dovrebbe essere: musica, diritti, comunicazione fatta bene, e magari una parola chiarificatrice che arrivi finalmente anche dall’altra parte.



