Inciucioni miei, c’è un momento in cui il gossip smette di essere racconto e diventa fantasia pura.
Ed è esattamente quello che sta succedendo con il presunto “infiltrato” a Ballando con le Stelle, un personaggio anonimo che, guarda caso, sputa veleno su mezzo cast proprio alla vigilia della finale .
Mettiamo subito una cosa in chiaro:
non esiste alcuna prova concreta di ciò che viene raccontato. Solo frasi attribuite a una fonte senza nome, senza volto e senza responsabilità.
Un classico copione: si insinua, si allude, si sporca e poi si scappa.
Noi di Inciucissimo di infiltrati ne abbiamo davvero, persone che lavorano nello spettacolo, che ci scrivono, che mettono la faccia quando serve.
E proprio per questo sappiamo distinguere una segnalazione reale da una manovra di fango.
Partiamo da una delle accuse più gravi:
Nancy Brilli ha comprato voti? No.
Questa voce non è nuova, è una versione che circola da tempo, ma non ha mai trovato riscontri:
nasce dal clima tossico creatosi dopo il caos mediatico che ha travolto la Erra. Un cheatstorm che ha lasciato strascichi, rancori e – guarda caso – nuove “soffiate” tutte concentrate contro altri.
E poi Martina Colombari.
Con lei si è superato il limite.
Martina è riconosciuta da tutti, nel mondo dello spettacolo e da chi lavora a Ballando, come una delle persone più educate, gentili e rispettose che esistano.
Un’icona di eleganza umana, prima ancora che televisiva.
Provare a dipingerla come “veleno dietro le quinte” non è gossip: è malelingua.
E guarda caso tutto questo esce adesso.
Non a metà edizione.
Non all’inizio.
Ma alla vigilia della finale, quando basta poco per destabilizzare, sporcare, insinuare.
Il cosiddetto “infiltrato” non informa: indirizza.
Non racconta: colpisce.
E quando un racconto prende di mira sempre le stesse persone, senza mai portare uno straccio di prova, la domanda non è “chi è colpevole”, ma chi ha interesse a far rumore.
Il pubblico non è stupido.
E Inciucissimo nemmeno.
Questo infiltrato non racconta la verità: racconta un tentativo maldestro di creare caos.
E noi, il caos costruito sulle bugie, lo rimandiamo al mittente.


