Inciucioni miei, a Torre del Greco non si è visto show, non si è visto circo, non si è visto niente di tutto quello che il web si aspetta quando c’è di mezzo un volto famoso. Si è visto solo un dolore vero, di quelli che non hanno bisogno di didascalie: martedì 20 gennaio 2026, nella chiesa di San Michele sul Colle Sant’Alfonso, l’ultimo saluto a Enrico De Martino, papà di Stefano, è stato celebrato in forma strettamente privata e con la chiesa praticamente blindata.
La scelta del posto non era casuale. Proprio lì, oltre trent’anni fa, Enrico De Martino e Maria Rosaria Scassillo si erano sposati. La chiesa delle promesse diventata, oggi, la chiesa dell’addio.
Stefano De Martino è arrivato composto, ma con la faccia di chi sta camminando dentro una cosa enorme. Occhiali scuri, silenzio, zero scena. E quando la cerimonia è finita, Stefano ha portato il feretro in spalla insieme ad altri familiari e amici. Fuori, con la voce rotta, ha detto una frase che ha gelato tutti: Enrico è stato “il miglior papà”. Nient’altro. Bastava quello.
Durante l’omelia, il sacerdote ha usato una parola che ha tagliato l’aria come una lama, perché in casa De Martino non è una parola qualsiasi: “danza”. “Adesso Enrico è libero e danza in cielo l’inno dell’amore e della vita eterna”. In quel momento, in chiesa, non serviva spiegare perché.
E poi la musica, quella che ti prende allo stomaco senza chiedere permesso: le note di Ennio Morricone, la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso, suonate durante la funzione. Chi era lì racconta che a eseguirle fosse un gruppo di musicisti molto vicino a Stefano, quelli che lo accompagnano anche nei suoi progetti live, e l’effetto è stato devastante: un silenzio pieno, con la gente che non riusciva nemmeno a respirare.
Tra i presenti c’era anche Belén Rodríguez, arrivata con Santiago per permettere al figlio di salutare il nonno. Un gesto che, in giornate così, vale più di mille frasi costruite.
In chiesa si sono visti amici e volti noti arrivati senza cercare attenzione: Alessandro Siani, Herbert Ballerina, Patrizio Rispo, Giovanni Esposito, Antonio Ricci, il direttore Rai Napoli Antonio Parlati. E tra i momenti più toccanti, chi c’era continua a citare il discorso di Peppe Lanzetta, sentito e diretto, di quelli che non si dimenticano.
Su Emma Marrone si è parlato tanto, ma la cosa più forte è stata raccontata così: non la scena, ma un gesto intimo. Emma avrebbe fatto sentire la propria vicinanza andando nei giorni precedenti a salutare la famiglia, lontano dai flash.
E tra le presenze più vicine, secondo chi era lì, si sarebbero viste anche Gilda Ambrosio, nel blocco degli amici stretti, quelli che non vanno per farsi vedere ma per esserci.
E adesso arriviamo alla parte che ha acceso il chiacchiericcio: la “piccola rivolta” sul web. Perché in tanti a Torre Annunziata ci sono rimasti male: niente manifesti in città e funerale celebrato a Torre del Greco. Però la scelta è stata voluta, non un capriccio: San Michele è un luogo di famiglia e da quel colle la vista abbraccia il territorio, come se Stefano avesse scelto un punto alto per salutare suo padre senza togliere nulla alle radici.
Alla fine, chi ha partecipato ripete la stessa cosa: cerimonia commovente, curata, rispettosa, in una chiesa meravigliosa. E quando pure la gente che di solito parla troppo esce in silenzio, con gli occhi bassi, vuol dire che è stato un addio fatto come si deve.


