FIORELLO: «UN OSPITE BLOCCATO DAI VERTICI MEDIASET. IO NON DIMENTICO»

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Dall’imitazione di Corona alla videochiamata in diretta, il conto da pagare si allunga. E stavolta Fiorello lo dice chiaramente: amici che non parlano più, autorizzazioni negate, un ospite fermato all’ultimo secondo.

Inciucioni miei, c’è un programma radiofonico che va in onda ogni pomeriggio su RaiPlay Sound e che negli ultimi mesi è diventato il più chiacchierato d’Italia. Non un prime time, non un reality — una radio. La Pennicanza di Fiorello. E ogni puntata aggiunge un nuovo capitolo a una storia che si fa sempre più intricata.

L’ospite bloccato

Partiamo dalla notizia più fresca. Nell’ultima puntata Fiorello ha raccontato un episodio preciso — senza fare nomi, ma con una chiarezza che non lascia spazio a dubbi: «Per chi non lo sapesse, la settimana scorsa un ospite doveva venire da noi e alla fine non è venuto. Tra l’altro questo ospite si era proposto da solo dicendo “posso venire da voi?”, poi ha aggiunto “ora chiedo il permesso”. Ha chiesto l’approvazione e i vertici Mediaset gli hanno detto di no. E così non è venuto qui da noi. La stessa persona invece è andata in altri programmi. Questa cosa io non me la posso proprio dimenticare. Io non sono uno vendicativo. Se faremo pace prima o poi? Sì, sì».

Un ospite che si propone da solo, chiede il permesso ai suoi vertici e si sente dire no. Non un no generico — un no specifico per La Pennicanza. La stessa persona che poi è andata in altri programmi senza problemi.

Le autorizzazioni

Ma nella stessa puntata Fiorello aveva già iniziato a lanciare segnali: «Oggi parlerò, ma solo se Mediaset ci darà l’autorizzazione. Ci devono autorizzare». E quando ha annunciato il collegamento con Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo 2026, la stoccata è arrivata immediata: «Stiamo cercando di metterci in contatto con Sal Da Vinci, ma purtroppo Mediaset si è rimessa di mezzo. Non mi hanno dato il permesso di sentirlo. Il fatto è che Sal Da Vinci ha un amico che lavora a Mediaset e di conseguenza non gli danno l’autorizzazione a stare nei miei programmi».

Gli amici che non parlano più

Non è solo una questione professionale. Fiorello chiacchierando con Fabrizio Biggio ha messo tutto in fila: «Da quando ho fatto l’imitazione di Fabrizio Corona tutti quelli che prima erano miei amici non mi parlano più. Non solo non mi parlano, ma mi fanno anche ostracismo».

E non è la prima volta che lo dice. Nelle settimane scorse aveva già ammesso: «Io devo smettere di fare questo programma, perché sono solo, ho perso tutte le amicizie, tutti ce l’hanno con me, mi attaccano ovunque. Faccio questo lavoro da 40 anni, ho fatto battute, monologhi e non ho mai avuto tutti questi problemi. Da quando sono qui la lista di chi non mi saluta più si è allungata».

Tutto è cominciato quando Fiorello ha prima imitato Corona in diretta e poi lo ha videochiamato a La Pennicanza — un momento che molti, a partire da Selvaggia Lucarelli, avevano trovato fuori luogo, visto il contesto in cui il caso Corona si stava sviluppando.

I Pier piani

Il malumore di Mediaset nei confronti di Fiorello era già emerso nelle puntate precedenti. Antonio Ricci gli aveva confidato che ai piani alti dell’azienda ce l’avevano con lui — e Fiorello lo aveva raccontato senza troppi giri di parole: «Tutta Mediaset ormai ce l’ho contro, ma in particolare i piani alti. Chi? I Pier piani, proprio i Pier piani» — dove «Pier piano» è il nome in codice con cui La Pennicanza chiama Pier Silvio Berlusconi.

L’inciucio

Inciucioni miei, Fiorello fa satira da quarant’anni. Ha imitato tutti — politici, colleghi, personaggi dello spettacolo — e non aveva mai pagato un prezzo così alto. Stavolta invece sì: amici che non rispondono, ospiti bloccati dai vertici, autorizzazioni negate. Il tutto mentre La Pennicanza macina record di ascolti. Perché è questo il paradosso di questa storia — più ce l’hanno con lui, più la gente lo ascolta. E lui lo sa benissimo.

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