Inciucioni miei, Enrica Bonaccorti è tornata in tv e stavolta non per parlare di lavoro o di ricordi. A Domenica In, davanti a Mara Venier, ha raccontato come sta vivendo questi mesi dopo la scoperta di un tumore al pancreas. Poche frasi, molto dirette, e un’immagine che dice tutto: “Sono in un limbo”.
“ASPETTO DI CAPIRE COSA FARE”
Bonaccorti ha spiegato che nelle ultime settimane si è sottoposta a controlli e accertamenti, tra tac e analisi, e che adesso è nella fase più difficile: quella dell’attesa, quando devi capire qual è il prossimo passo.
Lo ha detto, così: “Aspetto un incontro con il professor Tortora, devo capire cosa sia successo. Attendo una risposta per capire cosa devo fare”.
E poi è entrata nel dettaglio di quello che sta aspettando di sapere, con parole che fanno capire quanto la situazione sia delicata: “Devo capire se questa brutta cosa che ho si è ridotta un po’ o si è spostata”.
IL NODO DELLE TERAPIE E DELL’INTERVENTO
Enrica ha spiegato che il responso sarà decisivo anche per capire come proseguire: riprendere le terapie oppure no, e soprattutto capire se ci sono condizioni che rendono più complicato intervenire.
Ha raccontato: “Per ora non si sa, lo sapremo a breve. Il professore mi dirà se devo riprendere terapie o se la malattia si è ridotta, se ha lasciato quella vena per cui non si può intervenire…”.
Un passaggio che mette insieme due cose: la speranza di un miglioramento e la realtà dei limiti che, in certe situazioni, possono cambiare tutto.
“VOGLIO ESSERE OTTIMISTA”
Dentro questa attesa, Bonaccorti non si è presentata come una persona rassegnata. Anzi. Ha detto chiaramente di voler restare agganciata alla fiducia, anche perché la medicina in questo campo è andata avanti.
Le sue parole: “Voglio essere ottimista: la medicina è andata molto avanti in questo settore”.
Poi però ha fatto una distinzione che la rende ancora più vera: l’immagine esterna e quello che succede dentro. “Trasmetto leggerezza? Esternamente, dentro di me sono molto melanconica di natura”.
IL MOMENTO PIÙ BUIO: “ALL’INIZIO MI SONO CANCELLATA”
Oltre ai dati clinici, Enrica ha raccontato una cosa che in tanti capiscono benissimo: quando arriva una diagnosi così, non è solo un problema di cure. È anche un colpo alla testa, al modo in cui ti guardi e ti muovi nel mondo.
Ha detto: “All’inizio mi sono cancellata, è stato faticoso uscire da questo silenzio con me stessa. Non so perché sia andata così”.
Non ha fatto la parte della “guerriera” a comando. Ha raccontato un blocco, una chiusura, un periodo in cui non riusciva nemmeno a gestire il contatto con gli altri.
IL PENSIERO SU ELEONORA GIORGI
In quel pezzo di racconto è entrata anche Eleonora Giorgi. Enrica ha spiegato che seguire il suo percorso l’ha colpita, ma in un modo particolare: non come esempio “da copiare”, ma come specchio di una paura.
“Ho seguito la storia di Eleonora Giorgi, che ha affrontato questa malattia. Quando è arrivata la diagnosi, ho pensato che non sarei stata in grado di comportarmi nella stessa maniera e mi sono chiusa in me stessa”.
È una frase che non cerca applausi. Dice solo: mi sono sentita più fragile di quanto avrei voluto.
L’AFFETTO CHE ARRIVA E CHE “IMBARAZZA”
Adesso, però, Bonaccorti ha raccontato che in mezzo a una situazione pesante sono arrivate anche cose inattese. Non “belle” nel senso facile del termine, ma vicinanza vera, persone che tornano, amicizie che si riaccendono.
Ha ammesso che tutto questo affetto la mette un po’ in imbarazzo: “Tutte queste attenzioni e questo affetto mi imbarazzano un po’”.
E poi ha fatto nomi precisi: “Questa situazione brutta mi ha portato alcune cose belle, come alcune amicizie che si erano un po’ perse. Con te, Mara, con Renato Zero…”.
IL DESIDERIO PIÙ SEMPLICE
Alla fine, Enrica ha detto una cosa semplice, concreta, che vale più di qualsiasi discorso: “Spero di festeggiare il prossimo Natale”.
Ecco, questo è il punto. Solo una speranza detta guardando avanti, un giorno alla volta.


