DILETTA LEOTTA E LA STOCCATA A MEDIASET: «NON SONO ABITUATA A PROGRAMMI NON IN DIRETTA»

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Al podcast di Victoria Cabello, Diletta Leotta si racconta senza filtri: la passionalità siciliana, i pregiudizi sulle donne belle, la stoccata a Mediaset per La Talpa e una battuta su De Martino che ha già fatto il giro del web.

Inciucioni miei, ci sono interviste in cui si dice tutto senza dire niente. E poi ci sono interviste come questa. Diletta Leotta ospite di Fuori di Cabello — il podcast di Victoria Cabello registrato in un set ricoperto di pelo, che Diletta ha subito apprezzato definendolo «scelta azzeccatissima» — ha deciso di giocare in attacco. E non si è risparmiata su niente.

«Sono l’Etna. A letto mi do 10»

Come vi abbiamo già raccontato, Victoria Cabello le ha chiesto di darsi un voto a letto. Risposta di Diletta: «Non posso che darmi un 10. Sono l’Etna, il calore della Sicilia.» E poi, con quella ironia che la contraddistingue, ha aggiunto il confronto con il collega del momento: «Brava come De Martino? Forse un po’ meglio.»

Inciucioni miei, ricordiamo che Stefano De Martino è il conduttore più chiacchierato del momento — tra Affari Tuoi, Sanremo 2027 e tutto il resto. Essere paragonata a lui e rispondere «forse un po’ meglio» è esattamente il tipo di battuta che ti fa amare Diletta Leotta.

«Essere sottovalutata mi fa rabbia»

Ma subito dopo le risate arriva la sostanza. Diletta — incinta del secondo figlio, con un look oversize scelto dagli stylist per, come ha detto lei, «farmi sembrare più intelligente che bona» — ha parlato di qualcosa che la riguarda da sempre e che non ha mai smesso di farla arrabbiare.

«Cosa mi fa più rabbia? Essere sottovalutata. Quando c’è una ragazza carina, vestita bene, allora deve essere messa in una categoria. L’accettazione che una donna anche di bella presenza possa anche saper fare delle cose sta un po’ sul cao.»**

Una frustrazione reale, costruita in dodici anni di carriera — dagli esordi a vent’anni a SkyTg24 a presentare le previsioni del meteo mentre studiava giurisprudenza, fino a diventare il volto di punta di DAZN. «Un po’ mi manca lo stadio, ti fai trascinare dal tifo. Il derby di Milano è qualcosa di incredibile. Da dodici anni faccio questo lavoro e ogni anno è un’emozione diversa.»

Il filtro anti-haters: «Ho la lista, se vuoi te la leggo»

Ne avevamo già parlato nel nostro articolo precedente su questa intervista, ma vale la pena ripeterlo: per proteggersi dai commenti più pesanti sui social, Diletta ha costruito insieme agli amici Jake La Furia e Daniele Battaglia una lista di parole bloccate automaticamente. «Ho la lista, se vuoi te la leggo. L’ho stilata insieme al mio amico Daniele Battaglia e a Jake La Furia, capaci di tirare fuori certe parole delle quali io non ero neanche minimamente a conoscenza, di categorie di cose folli.»

La stoccata a Mediaset: «Non sono abituata a programmi non in diretta»

E poi — quella che tutti aspettavano. Il capitolo La Talpa. Il reality di Mediaset condotto da Diletta nella stagione 2024-2025 era stato un esperimento che non aveva brillato negli ascolti. E Diletta, sul podcast, non ha nascosto il suo punto di vista sulla gestione del format: «Non sono abituata a programmi non in diretta.»

Sei parole appena — ma la frecciatina a Mediaset è chiarissima. Traduzione: il format registrato e montato ha penalizzato tutto — la freschezza, il contatto con il pubblico, quella spontaneità che è il suo punto di forza su DAZN. «Non mi ero mai realmente confrontata con una situazione come l’Auditel. Quella è stata sicuramente la cosa più difficile da gestire.»

L‘inciucio

Inciucioni miei, quello che colpisce di Diletta Leotta in questa intervista è la stessa cosa che colpisce sempre — quella capacità di dire cose scomode con il sorriso. La stoccata a Mediaset, i pregiudizi sulle donne belle, il voto. Tutto detto con leggerezza, niente lasciato al caso.

Dodici anni di carriera hanno insegnato a Diletta Leotta una cosa sola: che il modo migliore per zittire chi ti sottovaluta è continuare a fare bene il tuo lavoro. E magari, ogni tanto, ricordare a tutti che sei l’Etna.

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