Inciucioni miei, quando un gossip gira da trent’anni, non muore mai davvero: cambia confezione, cambia voce narrante, ma la sostanza resta lì, pronta a tornare fuori appena qualcuno decide di riesumarla. Stavolta il giro lo ha riacceso Fabrizio Corona nell’ultima puntata di Falsissimo, tirando in mezzo Raoul Bova e l’ex manager Cristiano Cucchini con una frase che, nel racconto di Corona, suona come la solita “leggenda metropolitana” servita come verità di backstage.
Solo che, nel giro di poche ore, la risposta è arrivata da chi quella storia se la sente addosso dagli anni ’90 e dice chiaro e tondo che è tutto falso. Fanpage ha raggiunto Cristiano Cucchini e il manager ha smentito, senza fare il vago e senza cercare scorciatoie.
Cucchini parte dall’origine del gossip e mette un punto su quando e come sarebbe nato: “I pettegolezzi sul mio rapporto con Raoul Bova risalgono agli anni ’90. Lui aveva fatto La Piovra e, qualche tempo dopo, quando andai in Rai per un progetto e mi chiesero quale attore avrei scelto per recitare in una nuova fiction che sarebbe dovuta andare in onda, risposi dicendo che avrei scelto Bova. A quel punto qualcuno non ricordo nemmeno chi mi disse che avevo fatto il nome di Bova perché ci andavo a letto. Ricordo che risposi: ‘Se lo avessi scelto per questo, avrei dovuto scegliere mezza Roma’”.
Tradotto: per Cucchini, questa storia non è una rivelazione, ma un vecchio copione che si ripresenta ogni tot, con nomi diversi e lo stesso tono. E infatti aggiunge che, ai tempi, non era nemmeno l’unico pettegolezzo che gli appiccicavano addosso: “Mi viene da ridere perché, all’epoca in cui ho conosciuto Bova, dicevano che andavo a letto con Ramazzotti. Poi hanno cominciato a dire che andavo con Alex Del Piero. La verità è che Bova ha avuto una botta di c*** incredibile nel periodo tra gli anni ’90 e il 2000: lavorava tantissimo. Io avrò fatto un buon management, ma è il mio mestiere: propongo attori, poi sono i registi che li scelgono”.
Qui Cucchini fa anche un’altra cosa: sposta il focus su lavoro e carriera, come a dire “state confondendo un rapporto professionale con un romanzo inventato”. E quando parla di Bova, lo descrive con affetto e con un linguaggio da “scuderia”: “un amico, un cucciolo che ho cresciuto molto volentieri e che mi ha dato molte soddisfazioni”. Poi entra nella parte più spinosa, quella su cui la gente fa subito il circo, e la chiude a modo suo: “Ho sempre avuto un ottimo rapporto con le donne di Bova, da Chiara Giordano a Rocìo Munoz Morales. La certezza è una: Raoul non è gay. È un calabrese vero e le donne gli piacciono moltissimo. Non posso dire di non essere mai andato a letto con un attore, ma la verità è che ho un gusto speciale per gli attori di altre agenzie. Corona, che conosco, ha solo riportato un pettegolezzo che gira da 30 anni. Ma è solo quello: un gossip vecchissimo e riciclato”.
E mentre Cucchini parla di “gossip vecchissimo e riciclato”, la cornice intorno a Falsissimo resta quella di giorni agitati: puntate finite al centro di segnalazioni e rimozioni, contenuti che spariscono e riappaiono, e una tensione crescente tra Corona e il mondo tv. Dentro questo clima, ogni frase diventa benzina, ma la differenza la fanno le smentite, soprattutto quando arrivano da chi è coinvolto direttamente e mette la faccia.
Il punto, Inciucioni miei, è che qui non siamo davanti a una notizia “con prove” che ribalta tutto: siamo davanti a un classico scontro tra narrazione e realtà raccontata dai protagonisti. Corona lancia, i diretti interessati rispondono. E Cucchini, su questa storia specifica, non lascia spazio a interpretazioni: per lui non c’è niente da scavare, niente da scoprire, niente da “capire tra le righe”. C’è solo un pettegolezzo che torna ciclicamente, e che lui dice di aver sempre trattato allo stesso modo: ridendoci sopra e riportandolo al suo posto, cioè fuori dalla vita reale.



