CLAUDIO LIPPI SU MARIA DE FILIPPI: “NON SI CURA DEL TALENTO”

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Inciucioni miei, qui l’inciucio non è “chi ha detto cosa”: qui è “chi comanda davvero”. Nella puntata di Falsissimo entra in scena Claudio Lippi, dal letto d’ospedale, e il discorso si sposta subito su Mediaset e su una figura che, secondo loro, decide più di tanti dirigenti messi insieme: Maria De Filippi. Da lì in poi non è un racconto morbido: è una sequenza di uscite, nomi e frasi che fanno rumore perché puntano dritte al cuore del presunto sistema.

Il punto di partenza è chiaro: Corona racconta che non si è fermato, perché la prima parte della puntata su YouTube avrebbe fatto numeri grossi, con oltre 1,8 milioni di visualizzazioni in 12 ore e poi la solita valanga di riprese e rilanci sui social. E siccome Corona aveva già fatto capire su Instagram che stavolta voleva andare oltre, nella parte a pagamento dell’episodio fa entrare in scena Claudio Lippi, storico ex conduttore Mediaset, oggi 80enne, che lo chiama direttamente dal letto dell’ospedale.

E già qui il clima è cupissimo, perché Lippi dice di essere ricoverato e butta lì una frase che taglia l’aria: “Senza sapere se ho un tumore al polmone”. Poi aggiunge anche un’altra immagine per niente leggera su come si sente nel lavoro e nella vita: “pieno di cicatrici alle spalle”.

Da lì, il racconto si sposta su Maria De Filippi e sul ruolo che, secondo loro, avrebbe dentro l’azienda. La frase che rimbalza è questa: “Maria De Filippi? Non le frega niente del talento”. Subito dopo arriva un altro passaggio ancora più diretto: “Lei privilegia, in tutti i sensi, chi gli piace o chi le piace”.

Prima però Corona si prende il tempo di costruire la cornice: parla di Mediaset come di un’azienda che, a suo avviso, “ha avuto un crollo totale e tutti i programmi sono un fallimento”. E in mezzo a questo scenario, indica una sola eccezione: “L’unico programma nuovo che è riuscito è La Ruota della Fortuna”. Poi fa il nome di Gerry Scotti, descrivendolo così: “l’uomo più potente di Mediaset insieme a Maria de Filippi”.

Corona collega questa idea del presunto sistema anche ai tempi di Passaparola, programma dei primi anni Duemila, sostenendo che certe notizie non sarebbero mai uscite perché “il produttore di quel programma è stato cacciato da Mediaset”. E nella stessa scia piazza un’altra frase che, nel racconto, sembra fatta apposta per far discutere: “Lei decide chi deve fare carriera e chi no”.

Poi arriva Lippi e tira in ballo pure Maurizio Costanzo, con un’immagine che sembra già un titolo: “Loro sono la Bella e la Bestia”. Lippi dice di aver voluto bene a Costanzo “più che a mio fratello” e lo descrive come uno che cercava di tirare fuori talento anche dove non sembrava esserci. Su Maria, invece, ripete la stessa linea dura, insistendo sull’idea che il talento conti fino a un certo punto. E infilza pure Amici con una frase che sa di bocciatura: “Quelli che sono usciti da Amici hanno trovato prima o poi un Sanremo, ma è raro che abbiamo fatto risultati”.

Nel calderone finisce anche la famiglia Berlusconi. Corona incalza e Lippi racconta un episodio a cena, al ristorante “Vecchio” di Milano, con Silvio e Pier Silvio presenti. Lippi attribuisce a Pier Silvio una confessione che, detta così, fa rumore: “sono pentito dall’idea di chiamarmi Berlusconi”. E poi Lippi chiude il capitolo con un giudizio che non è proprio una carezza: “Lui non è il padre, non è un imprenditore”.

E qui Corona alza ancora il volume e collega quel presunto “sistema” anche alla cacciata di Barbara D’Urso, con una frase che è bella grossa: “Perché ha licenziato D’Urso? Temo perché è stata una delle amanti del padre”.

Come se non bastasse, Lippi racconta pure che tra Pier Silvio e Maria De Filippi non ci sarebbe simpatia, anzi. La frase attribuita è di quelle che non lasciano spazio a interpretazioni: “Secondo me non si considerano”. E poi la chiude così, senza girarci intorno: “Lei comanda”.

Finita la telefonata, Corona ci mette la sua parte più feroce. Dice: “Maria De FIlippi è la donna più importante di Mediaset”. E aggiunge che sarebbe stata “una fautrice della cacciata di D’Urso”. Poi usa parole estreme per descrivere il clima interno, parlando di un ambiente chiuso e di dinamiche rigide, sostenendo che “Non si può nominare il suo nome” e che non si possono “toccare i suoi artisti”.

E per chiudere, Corona tira fuori anche un episodio legato al Grande Fratello: cita Giulio Raselli e Giulietta Cavaglià, dicendo che erano pronti a entrare nella casa, annunciati, poi “spariti”. E alla domanda “Perché?”, la risposta nel racconto è tutta legata a una critica fatta da una delle sorelle Selassié. Dentro ci finisce anche Alfonso, descritto da Corona mentre “ha cominciato a tremare perché si spaventa di Maria”. E l’ultima frase è quella che chiude il cerchio del racconto: “Maria decide chi fa carriera e chi no, chi sbaglia con lei non lavora mai più”.

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