Inciucioni miei, oggi il cinema e la tv salutano una di quelle facce che sembravano “di famiglia” anche quando la vedevi solo sullo schermo. Catherine O’Hara è morta venerdì 30 gennaio 2026, aveva 71 anni. Le prime conferme sono arrivate dal suo management e poi dalle principali testate americane: O’Hara si è spenta a Los Angeles dopo una breve malattia. Al momento, però, non sono stati diffusi dettagli più precisi sulle cause della morte.
E qui arriva il colpo vero: per tantissime persone Catherine O’Hara non era “solo” un’attrice. Era la mamma per eccellenza, quella di Kevin in mamma ho perso l’aereo, capace di farti ridere e stringere lo stomaco nello stesso minuto. In quel film era isterica, tenera, ansiosa, umanissima. Non perfetta, ma vera. E forse è per questo che, ogni Natale, appena parte quella colonna sonora e compare la sua faccia, ci sentiamo tutti bambini un’altra volta.
La sua carriera, però, è molto più grande di un solo ruolo. O’Hara era una macchina da comicità costruita con precisione e cattiveria intelligente, ma con un calore che non diventava mai melenso. È partita negli anni Settanta con la scena comica di Toronto, legata a SCTV, dove è diventata un punto fermo della satira e dei personaggi assurdi fatti benissimo. Da lì, in pratica, ha portato quel talento dappertutto: cinema, tv, doppiaggio, e soprattutto quella capacità rarissima di “riempire” ogni scena anche quando non era al centro.
Negli ultimi anni aveva conquistato una nuova generazione con Schitt’s Creek, dove la sua Moira Rose è diventata un’icona: un personaggio esagerato, impalpabile, teatrale, ma sempre con una crepa emotiva che ti faceva capire che sotto c’era qualcosa di reale. Quel ruolo le ha portato premi importanti e l’ha rimessa al centro della cultura pop, come se il mondo si fosse svegliato tutto insieme dicendo: “Aspetta, questa è un fenomeno”.
E non finisce qui. O’Hara ha lasciato segni fortissimi anche nei film corali e nelle commedie di culto, e ha continuato a lavorare fino a poco fa: aveva ripreso un ruolo storico in Beetlejuice Beetlejuice, e tra i suoi lavori più recenti si parla anche della serie The Last of Us e di The Studio. Insomma: non era una “leggenda del passato”, era un’artista ancora attiva, ancora cercata, ancora centrale.
Sul fronte privato, la famiglia ha scelto toni riservati. Le informazioni confermate dicono che lascia il marito Bo Welch e i due figli. È stata annunciata anche una celebrazione privata della vita, lontana dai riflettori, come spesso succede quando una persona è amata davvero e si vuole proteggere il dolore da tutto il rumore intorno.
E il rumore, sui social, c’è stato eccome: messaggi, clip, scene ripostate, frasi di chi l’ha incontrata anche solo “da spettatore” e la considera una presenza fissa della propria storia. Perché Catherine O’Hara era questo: una che entrava nelle case di tutti e ci restava, con eleganza e sarcasmo, per decenni.


