CHIARA FERRAGNI NON LA SEPPELLISCE NESSUNO: LA RINASCITA PARTE DA GUESS

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Inciucioni miei, c’è una cosa che fa più rumore di mille polemiche: il ritorno vero, quello che si vede nei fatti. E oggi i fatti dicono questo: Chiara Ferragni è il nuovo volto della campagna globale Primavera Estate 2026 di Guess. 

Alla faccia di chi la voleva archiviata, dimenticata, “finita”. Alla faccia di chi aveva già scritto il necrologio social con tanto di commentino acido, pronto a essere incollato sotto qualunque post. Perché qui non stiamo parlando di una comparsata, di una marchetta volante o di un “vediamo come va”. Qui si parla di un nome grosso che decide di metterci la faccia, e di farlo in modo ufficiale, mondiale, con una campagna costruita come si deve. 

E la tempistica non è casuale. Questo ritorno arriva pochi giorni dopo la chiusura del capitolo giudiziario legato al Pandorogate, con il proscioglimento dall’accusa di truffa aggravata. In pratica: quel capitolo si è chiuso, e Chiara Ferragni è uscita vincitrice. 

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Ora, mettiamola giù semplice: quando un’azienda come Guess ti sceglie come volto di una collezione, non sta facendo beneficenza. Sta investendo. Sta dicendo: questa persona parla ancora a un pubblico, ha ancora forza, e soprattutto ha ancora un immaginario che funziona. E Guess questa scommessa la fa alla grande, con una campagna scattata dai fratelli Morelli, mica con le foto improvvisate da corridoio. 

Il messaggio è chiarissimo, ed è quello che dà fastidio a chi sperava nel silenzio eterno: i marchi tornano a chiamarla. Non solo continuano, ricominciano pure. E Guess non è un nome qualsiasi, perché con Chiara Ferragni c’è anche un filo di storia: lei stessa ha ricordato che è un ritorno dopo quasi tredici anni dalla prima collaborazione. 

E poi c’è la parte emotiva, quella che molti fingono di non vedere perché “fa comodo” ridurre tutto a gossip e veleno. Nel post con cui ha annunciato la campagna, Chiara Ferragni ha ringraziato tantissimo l’azienda e il team, parlando di un momento complesso e del valore di chi ti dà fiducia quando attorno c’è ancora rumore. Ha citato anche Paul Marciano, ringraziandolo per aver creduto in lei, e ha usato parole da rinascita vera, non da slogan. 

Dall’altra parte, pure Guess ha fatto la sua dichiarazione, sottolineando energia, autenticità e stile, cioè esattamente le parole che negli ultimi mesi in tanti provavano a cancellare dalla sua immagine. E invece eccole qui, rimesse in vetrina, con una campagna internazionale che non chiede permesso a nessuno. 

La verità, Inciucioni miei, è che a qualcuno piace l’idea della caduta perché dà soddisfazione. Fa sentire tutti più furbi, più puliti, più “io l’avevo detto”. Ma la rinascita dà fastidio, perché rimette i ruoli a posto. E oggi il ruolo è questo: Chiara Ferragni torna protagonista nella moda con un colosso come Guess, e lo fa nel momento in cui la narrazione “non si riprende più” stava diventando un ritornello da bar. 

Certo, i commenti cattivi non spariscono. Anzi, appena lei rialza la testa, c’è sempre chi si affaccia per buttare giù un po’ di fango, come se fosse un dovere civico. Ma il punto è un altro: i contratti non li firmano i commenti, li firmano le aziende. E se un marchio internazionale decide di puntare su di te adesso, significa che la tua storia, nel bene e nel male, è ancora potente. 

Quindi sì: alla faccia di chi la voleva sotterrata. La rinascita, quella che si misura con il lavoro e non con le chiacchiere, parte da qui. Guess ha detto “ci sei”, e Chiara Ferragni ha risposto “eccomi”. Il resto sono solo persone che si mordono le mani perché non gli è riuscito il funerale social. 

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