6/04/2026 – redazione Inciucissimo
Inciucioni miei, ancora una volta siamo davanti allo stesso copione: una donna sotto i riflettori, un corpo esposto, e una valanga di giudizi non richiesti. Stavolta nel mirino c’è Chiara Biasi, finita al centro dell’ennesima polemica dopo aver condiviso alcuni momenti della sua vacanza alle Maldive per il compleanno.
Per chi non la conoscesse, Chiara Biasi è una delle influencer italiane più seguite, tra le prime a costruire una carriera nel mondo dei social, collaborando con grandi brand e trasformando la propria immagine in un vero e proprio lavoro. Da anni è al centro dell’attenzione, anche per la sua forma fisica, spesso finita nel mirino di critiche e commenti fuori luogo.
Le foto? Belle, perfette, da sogno.
Le reazioni? Le solite: commenti pesanti, diagnosi improvvisate, accuse fuori luogo.
Secondo quanto riportato anche da Fanpage, da oltre dieci anni la sua forma fisica è oggetto di critiche, con utenti che arrivano persino a definirla “anoressica” senza alcuna competenza medica . E qui bisogna fermarsi un attimo, perché il punto è proprio questo: quando è diventato normale fare diagnosi nei commenti di Instagram?
Chiara Biasi, però, stavolta non ha fatto finta di niente. Ha risposto, e lo ha fatto in modo diretto, senza giri di parole: “Basta fare i dottori, non sono anoressica. Iniziate a fare gli psicologi e a smetterla di lasciare commenti senza un minimo di tatto o addirittura con insulti”.
E ha aggiunto una cosa ancora più importante: “Non pretendo di essere un’icona di bellezza, non voglio influenzare chi mi segue e non voglio essere influenzata a mia volta”.
E allora la domanda è una sola: perché le persone non riescono a guardare un corpo senza giudicarlo?
Perché se una donna è magra “è un cattivo esempio”, se ingrassa “è trascurata”?
Perché non esiste mai una via in cui una persona possa semplicemente essere se stessa?
La storia di Chiara Biasi lo dimostra chiaramente. In passato, quando aveva preso qualche chilo a causa di problemi ormonali, è stata attaccata comunque, ma stavolta per il motivo opposto . Quindi il problema non è il corpo. Il problema è lo sguardo degli altri.
E diciamolo chiaramente: questo non è “dibattito”. Questo è body shaming.
Chiara non sta vendendo una dieta miracolosa, non sta imponendo uno standard, non sta dicendo “dovete essere così”. Sta semplicemente mostrando se stessa. E questa cosa, nel 2026, dovrebbe essere normale.
C’è anche un altro aspetto che molti ignorano: parlare con leggerezza di disturbi alimentari è pericoloso. L’anoressia è una malattia seria, non un insulto da usare sotto una foto. Tirarla in mezzo senza sapere nulla non è solo sbagliato, è anche irrispettoso verso chi davvero soffre.
E allora sì, stavolta bisogna dirlo senza filtri: Chiara Biasi ha ragione.
Ha ragione quando chiede rispetto.
Ha ragione quando rifiuta etichette.
Ha ragione quando rivendica il diritto di esistere senza essere analizzata da perfetti sconosciuti.
Perché il punto non è difendere lei come personaggio. Il punto è difendere un principio: nessuno deve giustificare il proprio corpo.
E forse, invece di continuare a guardare gli altri con la lente del giudizio, sarebbe il caso di iniziare davvero a fare quello che lei ha detto: un po’ di psicologia. Ma su noi stessi.


