BACIO TRA LEVANTE E GAIA A SANREMO CENSURATO DALLA REGIA RAI: “ABBIAMO SCONVOLTO LE SIGNORE IN PRIMA FILA”

copertina articoli.png

Inciucioni miei, la serata cover di Sanremo 2026 ci ha regalato quella sorpresa che non era in scaletta, ma che adesso stanno commentando tutti. Sul palco dell’Ariston arrivano Levante e Gaia, scelgono un pezzo che non è proprio una carezza, ma un classico che se lo tocchi male ti esplode in mano: I maschi di Gianna Nannini. E invece loro lo portano con una versione leggermente rivisitata, tirando fuori soprattutto la parte vocale, quella che ti fa dire “ok, qui non stanno giocando”.

L’esibizione scorre con quella complicità che sul palco si vede subito: sguardi, tempi, intese. Non la solita cover da compitino, ma una cosa costruita per far rumore. E infatti il rumore arriva, solo che non è per una nota stonata o per un vestito strano. Arriva alla fine del brano, in quell’istante in cui l’Ariston di solito chiude con applauso, sorriso e via alla prossima.

Perché al termine della performance Levante si avvicina e dà un bacio sulla bocca a Gaia. Un gesto netto, senza scenette, senza preparazione lunga, senza richiesta di attenzione. Il problema, o meglio il mistero, è quello che succede nello stesso identico momento in tv: la regia stacca. Proprio nel piccolissimo istante del contatto, l’inquadratura si allarga e le due artiste vengono riprese a distanza, tanto che da casa molti hanno solo intuito, percepito, capito per “movimento” e reazione, ma senza vedere davvero il dettaglio. Poi, subito dopo, l’inquadratura torna stretta su Levante e Gaia, come se nulla fosse.

E qui parte il dubbio che ha incendiato la serata: è stata una scelta precisa oppure una coincidenza infelice? Censura o semplice gestione televisiva fatta nel momento peggiore possibile? Perché se stacchi proprio lì, è normale che la gente pensi male. Soprattutto quando sul palco non era successo niente di pericoloso, solo un gesto che oggi, in teoria, dovrebbe essere normale quanto un abbraccio a fine canzone.

A mettere benzina sul discorso ci pensa Levante pochi minuti dopo, durante l’intervista a caldo su Rai Radio 2 con Gino Castaldo ed Ema Stockolma. Levante parla di Gaia e lo fa con una frase che ha fatto il giro: “Noi ci siamo innamorate”. Non un innamoramento da romanzo, ma quella cosa che può succedere quando condividi palco, prova, adrenalina e una canzone che ti chiede di stare dentro un personaggio. E infatti Levante collega anche il senso del brano: spiega che I maschi è la canzone giusta proprio perché quel modo di vivere la sessualità “come un maschio” l’ha descritto Gianna Nannini. Detto così, capisci pure che il bacio non era “effetto a caso”, ma un pezzo di messaggio, di interpretazione, di libertà scenica.

Ema Stockolma butta lì la domanda che tutti avrebbero fatto con un sorriso: “Avete sconvolto i borghesi?”. Levante e Gaia rispondono ridendo, ma con una precisione che fa scena: “Soprattutto le signore in prima fila”. E come se non bastasse, dopo l’intervista le due si baciano di nuovo. Quindi no, non era un gesto da un secondo e poi via: era un’idea che loro si sono tenute stretta, anche mentre intorno montava la discussione.

Nel frattempo, fuori dal teatro, la rete fa quello che fa sempre: divide. C’è chi parla di censura senza nemmeno voler sentire alternative, perché lo stacco in quel punto sembra troppo “chirurgico”. E c’è chi dice che in tv può succedere, che tra cambi camera e tempi tecnici basta un attimo per sbagliare. Però una cosa è certa: se la regia avesse inquadrato quel bacio in modo normale, oggi non staremmo qui a parlarne per ore. Invece lo stacco lo ha trasformato nel momento più chiacchierato della serata cover, più di tante esibizioni perfette ma dimenticabili.

E quindi eccoci qua, Inciucioni miei: due artiste che cantano un classico, si prendono la scena, si baciano e finiscono al centro di un caso che forse non volevano nemmeno creare così grosso. Ma Sanremo è questo: non è solo musica, è anche quell’attimo che ti cambia la narrazione di una serata. E stavolta quell’attimo è durato un secondo, però ci stiamo parlando sopra da un giorno intero.

Torna in alto