Inciucioni miei, qui non è solo gossip: qui si va dritti nelle aule del Tribunale, con tanto di ordinanza, penali e un conto che rischia di diventare salatissimo. Alfonso Signorini, dopo settimane in cui si è ritrovato al centro dei contenuti di “Falsissimo”, ha deciso che la pazienza è finita davvero: tramite il suo legale ha chiesto la liquidazione dei danni in sede civile contro Fabrizio Corona.
Il punto è semplice e pesante. Il Tribunale civile di Milano, con un provvedimento firmato dal giudice Roberto Pertile, aveva già messo dei paletti chiarissimi: stop ai contenuti che riguardano Signorini, rimozione di tutto ciò che era stato pubblicato e divieto di caricare altro materiale sul suo conto. Tradotto: fine dei giochi. E invece, secondo la ricostruzione riportata in queste ore, Corona avrebbe continuato a parlare del conduttore del Grande Fratello, aprendo una fase nuova della storia: quella delle presunte violazioni dell’ordinanza.
E qui arriva la parte che fa tremare il portafoglio. L’ordinanza prevede una penale di 2.000 euro per ogni singola violazione accertata. Non “una tantum”, non “vediamo come va”, ma proprio una cifra secca per ogni infrazione. Capite bene che, se i contenuti contestati restano online, oppure se ne spuntano di nuovi, la somma può salire in fretta e diventare una montagna di soldi.
La miccia, in questa fase, sarebbe la puntata di “Falsissimo” del 26 gennaio. Lì, secondo quanto viene riportato, non si sarebbe parlato in modo generico o distante: nel mirino sarebbero finiti ancora Alfonso Signorini, ma anche Gerry Scotti e Maria De Filippi, con accuse e insinuazioni considerate una prosecuzione degli attacchi già stoppati. E proprio questa continuità, sempre secondo le ricostruzioni, rafforzerebbe la posizione legale di Signorini, che ora chiede di mettere nero su bianco i danni e farli quantificare.
La richiesta è stata depositata in Tribunale dall’avvocato Domenico Aiello. La strategia, da quanto emerge, si baserebbe su due punti: da una parte la mancata rimozione tempestiva dei contenuti già contestati, dall’altra la pubblicazione di nuovi materiali nonostante il divieto esplicito. Due mosse che, se confermate, diventano benzina sulla richiesta di sanzioni e risarcimenti.
Nel frattempo la vicenda non resta chiusa tra Signorini e Corona, perché entra in scena anche Mediaset. Il gruppo televisivo avrebbe reagito con un comunicato durissimo, parlando di accuse e insinuazioni senza fondamento e mettendo la questione su un piano più ampio: non solo la tutela dell’azienda, ma anche delle persone coinvolte. Il messaggio, in sostanza, è che la libertà di espressione non può trasformarsi in diffamazione e gogna, e che certe modalità non hanno nulla a che vedere con il giornalismo o con il diritto di cronaca.
E Corona? Al momento, rispetto alla richiesta di danni, viene riportato che non ci sarebbero dichiarazioni ufficiali. Resta però un dato: la partita si sta spostando dal rumore delle puntate alla carta del Tribunale. E quando succede questo, cambia tutto. Perché qui non si parla più di “chiacchiere”, ma di provvedimenti, rimozioni, materiali da consegnare e penali che si moltiplicano.
Ora la palla torna al Tribunale di Milano, che dovrà valutare se le violazioni contestate siano effettivamente configurabili e, soprattutto, quanto valgano sul piano economico. Nel frattempo, una cosa è certa: se l’idea era fare spettacolo senza conseguenze, la realtà sta raccontando un’altra storia. E questa, Inciucioni miei, è una storia che può costare carissima.


