A Verissimo Al Bano torna sull’esclusione dal Festival — due volte, due direttori artistici diversi, stesso risultato. E stavolta nomina tutti, guardando in telecamera.
Inciucioni miei, Al Bano Carrisi ha 82 anni, una carriera leggendaria e la Sanremite acuta. Lo ha detto lui stesso, ridendo. Ma dietro la battuta c’è uno sfogo vero — quello di un artista che si è sentito promettere una cosa e riceverne un’altra, due volte di fila, da due direttori artistici diversi. A Verissimo, davanti a Silvia Toffanin, ha deciso di raccontare tutto. Guardando dritto in telecamera.
Il caso Amadeus: «Io mi fidai»
La prima esclusione risale all’era Amadeus. Al Bano racconta che il conduttore lo aveva convocato con una proposta precisa: cantare insieme a Morandi e Ranieri — un trio di leggende — e poi, l’anno successivo, presentare finalmente la sua canzone. «Due anni fa andai da Amadeus e mi disse che aveva un’idea per me, voleva che cantassi con Morandi e Ranieri, e poi “l’anno prossimo presenterai la tua canzone”. Io mi fidai.»
L’anno dopo, però, la chiamata non arrivò. E quando Al Bano chiese spiegazioni, la risposta fu: «Non voglio sporcare il successo dell’anno scorso.» Una giustificazione che Al Bano fatica ancora ad accettare — e che in studio ha commentato con una frase che dice tutto: «Quanto vorrei averlo qua, perché dire queste cose mentre non c’è, non è giusto.»
Il caso Conti: «Caro Conti, se ci sei ascoltami»
La seconda esclusione — quella più recente, da Sanremo 2026 — riguarda Carlo Conti. E qui Al Bano si fa ancora più diretto, rivolto alla telecamera come se stesse parlando direttamente al conduttore fiorentino.
«Il Signor Conti mi mandò una canzone, la sentii e dissi “Si può fare”. La trasformai e aggiunsi due canzoni. Mi chiamò a Roma, caro Conti se ci sei ascoltami: sono venuto nel tuo ufficio, hai sentito la canzone, disse “Vedrai come la stampa ne parlerà”. Io me ne sono andato, e poi sento dopo qualche giorno la lista dei cantanti che erano stati invitati a partecipare, e mancava il sottoscritto.»
La risposta di Conti, raggiunto da Staffelli di Striscia la Notizia, era già arrivata in precedenza — «Mi dispiace, io ho grande rispetto per lui, è un grande artista. Io e Amadeus abbiamo scelto le canzoni, magari la sua non la credevamo perfetta. Quest’anno non si è presentato, mentre lo scorso anno la canzone era bellissima, ma nell’insieme non è stata ritenuta giusta.» — ma Al Bano non si accontenta. «A me non è sembrato logico. Bastava che me lo dicesse. Ho la Sanremite acuta, ma non morirò mai per quello. Un po’ di educazione, di normalità nei rapporti. Tra noi è sempre stato tutto perfetto. Mi manda la canzone e poi non mi chiama, per dire “Abbiamo escluso Al Bano?”»
E poi, con quella grandezza che solo chi ha ottant’anni e una carriera come la sua può permettersi: «Non mi escluderai mai, e non mi escluderà mai nessuno.»
«Sarebbe bello incontrarci tutti e tre»
Dopo lo sfogo, la chiusura sorprende. Al Bano non chiude la porta — anzi. «Sarebbe bello incontrarci tutti e tre.» Amadeus, Conti e lui, seduti allo stesso tavolo. Per chiarire, per confrontarsi, per andare avanti.
L’inciucio
Inciucioni miei, quello che colpisce di Al Bano in questo sfogo non è la rabbia — che pure c’è. È il modo in cui chiede rispetto. Non visibilità, non un posto fisso a Sanremo. Solo una telefonata. Per uno che ha vinto Sanremo, che ha riempito stadi in tutto il mondo, che a 82 anni è ancora sul palco — bastava una telefonata.


